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Le principali conseguenze delle valutazioni al Fair Value 9788885333987.Jpg Autore: Roberto Di Pietra Editore: RIREA Prima edizione: 07/2008 Edizione corrente: 07/2008 EAN-ISBN: 9788885333987 Pagine: 163 Prezzo di copertina: 30,00 Euro Argomento: Economia, Marketing e Finanza Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione Alla luce dei recenti sconvolgimenti della finanza statunitense, che rendono imperativo un ridisegno complessivo di regole contabili affidabili ed omogenee in grado di tutelare, a livello mondiale, investitori e risparmiatori, questo libro uscito alle porte della crisi assume impressionante attualità scientifica. Per dirlo con l'autore, il prof.Di Pietra è ordinario di Economia Aziendale ed uno dei maggiori esperti in Ragioneria Internazionale, il progressivo affinamento dei modelli di regolazione contabile, le azioni volte a migliorare la qualità delle norme contabili emanate, la graduale ed ormai inarrestabile affermazione degli standard contabili internazionali debbono essere considerati come fenomeni che in modo coerente sono orientati a ridurre il rischio che si possano ulteriormente manifestarsi scandali come quelli sperimentati nel corso di questo decennio e, comunque, sono tutte espressioni volte a rafforzare il bisogno di garantire la credibilità e la comparabilità internazionali dei Bilanci. Gli scandali finanziari e contabili sperimentati sia sul piano degli operatori coinvolti sia sul piano dei contraccolpi avuti sui mercati finanziari internazionali sono l'evidente manifestazione della fragilità di un sistema che credeva in molti miti e tra questi sulla fiducia nel valore degli standards contabili statunitensi, oltre che nella mera ed acritica utilizzazione delle procedure di revisione. Il tragico manifestarsi di comportamenti scorretti ed estranei a qualsiasi forma di responsabilità nei confronti degli investitori (diretti oppure acquirenti di quote di fondi di investimento), da un lato, ha sollevato il velo sulle colpevoli carenze normative per arginare le situazioni di conflitto di interesse e, dall'altro, ha evidenziato il bisogno di un sistema di regole internazionali coerente alla estensione dei fenomeni in atto . Il volume presenta i risultati di una ricerca empirica condotta sui Bilanci consolidati dei principali gruppi bancari (Unicredit, Intesa, MPS, BNL) che da un lato fornisce elementi per apprezzare le logiche seguite per la classificazione dei portafogli degli strumenti finanziari alla luce dell'adozione in Italia degli IAS - IFSR, dall'altro consente riflessioni di più ampio respiro sulle modalità con cui riscrivere, nel prossimo futuro, le regole della finanza internazionale. È un volume di sicuro interesse per chi si occupa di finanza, di valutazione dei rischi, di asset managment, di bilanci e di economia bancaria, sia a livello scientifico che con un approccio professionale. Note biografiche Roberto Di Pietra è professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università degli Studi di Siena. Presso la Facoltà di Economia tiene gli insegnamenti di Ragioneria Generale, di Ragioneria internazionale e di Revisione Aziendale. Le sue linee di ricerca riguardano la Ragioneria internazionale, la storia della Ragioneria e la Revisione Aziendale. .
Antologia poetica di Apostrofo.com - l'altro scrivere 9788889874318.jpg Curatore: Chiara Vitagliano Editore: Terre sommerse Prima edizione: 02/2008 Edizione corrente: 02/2008 EAN-ISBN: 9788889874318 Pagine: 142 Dimensioni: 15x21 cm Prezzo di copertina: 13,00 Euro Argomento: Poesia
Descrizione Con la collaborazione di Mari Teresa Sampietro e Patricia Panebianco. La seconda edizione di "In senso inVerso" si inserisce nel solco già tracciato dalla prima antologia poetica di apostrofo.com, portando avanti la formula già sperimentata e consolidata di un progetto fortemente voluto dall'amministratore Paolo Biagioni e dal suo staff: il progetto l'altro scrivere, volto alla valorizzazione della creatività e alla crescita comune degli autori che, con la loro presenza costante e le loro opere, animano di giorno in giorno apostrofo e i suoi forum. La scelta di presentare le poesie senza alcuna nota biografica e critica sta a sottolineare come, all'interno del progetto editoriale, si sia scelto di privilegiare le opere, legando il giudizio alla poesia, all'impatto emozionale che essa ha sui lettori e non al nome, più o meno noto, del poeta di cui è figlia. Note biografiche Chiara Vitagliano nasce il 7 febbraio del 1975 a Napoli, dove tuttora vive e lavora. Fin da bambina dimostra una spiccata propensione per la letteratura e una particolare attitudine per la scrittura creativa che è il filo conduttore non soltanto della sua formazione (dalla scelta del liceo classico fino alla laurea in Lettere classiche), ma anche di buona parte della sua vita lavorativa: attualmente, infatti, è impiegata presso la libreria di un importante museo della sua città. Poetessa eclettica, sempre alla ricerca di nuove forme espressive, Chiara Vitagliano si confronta anche con la narrativa, ottenendo buoni risultati di critica sia con la formula del racconto breve, sia con la composizione di fiabe Ha collaborato con apostrofo.com dalla sua inaugurazione fino al gennaio del 2007 e, nel corso dell'intero anno 2006, ha curato la rubrica delle "Poesie del mese", selezionando ed analizzando, fra tutte le opere quotidianamente pubblicate su apostrofo, gran parte dei testi presenti in questa raccolta. .
Criticità Attuali e Prospettive Future 9788885333888.jpg Autore: Vincenzo Sforza Editore: RIREA Prima edizione: 07/2008 Edizione corrente: 07/2008 EAN-ISBN: 9788885333888 Pagine: 120 Prezzo di copertina: 11,00 Euro Argomento: Economia, Marketing e Finanza; Scienze Umane e Sociali; Società, Politica e Comunicazione Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione Le pubbliche amministrazioni valorizzano al meglio le risorse umane a loro disposizione? Il "pubblico" investe in maniera efficace ed efficiente nel settore strategico della formazione del personale? Qual è il grado di diffusione della pratica della valutazione nelle P.A.? Qual è il ruolo della Direttiva Frattini? Il libro risponde a queste e ad altre domande attraverso un percorso di analisi che quota i processi formativi delle P.A. Un lavoro che nasce dal bisogno, oggi quanto mai attuale, di dare infatti risposte concrete alle nuove esigenze di funzionamento poste dall'ambiente sociale, politico ed economico, dettate dalla necessità di utilizzare senza sprechi le sempre più limitate risorse disponibili per apprestare beni e servizi idonei a soddisfare i bisogni collettivi. Il profondo processo di riforma del settore pubblico avviato tra gli anni '80 e '90 ha avuto conseguenze sul piano sia "tecnico" che "culturale". Nel primo caso, il processo di mutamento ha comportato l'introduzione di alcuni strumenti tipici del mondo delle imprese - come contabilità economico-patrimoniale, contabilità analitica, budget, ecc.- nella convinzione che l'impiego di una strumentazione più adeguata potesse supportare le realtà pubbliche nel realizzare comportamenti più virtuosi. Sul piano culturale, detto processo ha imposto alle suddette aziende di destinare un crescente volume di risorse alla formazione del personale, dirigente e non, nella consapevolezza che solo valorizzando le competenze della forza lavoro sarebbe stato possibile - a medio e a lungo termine - vincere realmente la sfida del cambiamento. Nelle due parti in cui è suddiviso il libro, procederemo rispettivamente alla lettura in chiave economico-aziendale del processo formativo nelle amministrazioni pubbliche italiane ed all'analisi della sua efficienza attraverso lo strumento degli indicatori. Dopo un'attenta analisi dell'argomento, il lavoro entrerà nel contesto delle amministrazioni pubbliche italiane, le quali a fine 2001 sono state appositamente sollecitate a valutare gli investimenti nel settore della formazione da una direttiva del Ministro della Funzione Pubblica, emanata allo scopo di valorizzare le risorse umane attraverso azioni formative guidate dai principi di efficacia ed efficienza. Cercheremo di capire quale sia ad oggi il grado di diffusione della pratica della valutazione nelle nostre PA. A tal fine si prenderanno in considerazione i Rapporti emanati annualmente dall'Osservatorio sui bisogni formativi nelle PA, operante presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, che con il concorso della CRUI, del Formez e di altre specifiche istituzioni seguono i processi formativi di circa 600 amministrazioni pubbliche. Constatata la limitata attitudine della PA a valutare i processi formativi, nel secondo capitolo del lavoro proporremo un percorso di analisi dell'efficacia e dell'efficienza attraverso una serie di indicatori che possono essere impiegati sia a livello "micro", nelle singole amministrazioni, sia a livello "macro", attraverso l'aggregazione dei risultati conseguiti da queste ultime. Indice Capitolo I UNA LETTURA ECONOMICO-AZIENDALE DEL PROCESSO FORMATIVO NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ITALIANE: PROFILI TEORICI ED EVIDENZE EMPIRICHE Capitolo II L'ANALISI DEGLI INVESTIMENTI PER LA FORMAZIONE ATTRAVERSO GLI INDICI DI EFFICACIA ED EFFICIENZA. UN POSSIBILE PERCORSO DI RIFERIMENTO Note biografiche Vincenzo Sforza è ricercatore di Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia dell'università degli Studi della Tuscia - Viterbo, dove è incaricato degli insegnamenti di "Programmazione e controllo delle aziende pubbliche" e di "Economia delle operazioni straordinarie d'impresa". .
9788889874165.jpg Autore: Gabriele Panfili Editore: Terre sommerse Prima edizione: 04/2008 Edizione corrente: 04/2008 EAN-ISBN: 9788889874165 Pagine: 78 Dimensioni: 15x21 cm Prezzo di copertina: 12,00 Euro Argomento: Poesia
Descrizione È poesia che racconta lo stupore, la meraviglia, la sensibilità umana. Insieme all'artista Leide Pedetti, autore dell'opera pittorica a copertina del libro, Gabriele Panfili, affonda , sebbene con metodi e strumenti diversi, nella "sensibilità" attraverso " geometrie emotive" . Note biografiche Nato a Gubbio (PG) il 10 agosto 1944, si è laureato in Medicina-Veterinaria ed è stato Membre du Comitè International, Sezione lettere, del Centro Studi e Scambi internazionali (Bruxelles, Roma). Il suo Curriculum è ricco di premi letterari e riconoscimenti. Ha pubblicato la raccolta di poesie "Albe e naufragi" per i caratteri di Cardinale Editore. Estratto Muto, attraverso questa valle irta di feroci punte. Spogliato dal tempo e dal dolore in una vita fatta di rovine. Arido è ormai il mio ciglio: di sangue e lacrime, versate ne ho fin troppe. Colmo di rancore contro tutti, contro il mondo intero (rozzo teatro di periferia) che mi perseguita e mi annienta sui gelidi altari di una società moderna, cerco in te la luce dei miei sogni. Dimentico perciò e, muto, sorrido al domani; dimentico e... ti amo. .
9788862110587.jpg Archivio NuoviLibri.It Autore: Gavino Zucca Editore: La Riflessione - Davide Zedda Editore Prima edizione: 11/2007 Edizione corrente: 11/2007 EAN-ISBN: 9788862110587 Pagine: 242 Prezzo di copertina: 15,00 Euro Argomento: Narrativa Italiana Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione Il fumo della vecchia locomotiva a vapore avvolse ogni cosa e non si disperse che quando ci trovavamo ormai fuori da Gablonz. Così, in una nuvola di vapore sono uscita dal mio vecchio mondo, per ricominciare un altra vita là dove speravo di poter conoscere nuovamente il significato della parola amore. Con quest'immagine Eleonore, la protagonista-narratrice del romanzo, descrive il passaggio cruciale della sua esistenza, da Gablonz, cittadina dei Sudeti un tempo florida e piena di vita alla lontana e povera Sardegna. Il romanzo stesso segue, nella sua struttura e nel ritmo della narrazione, questo mutamento radicale, tra una prima parte scandita dagli eventi storici a una seconda in cui invece viene quasi meno lo scorrere del tempo in una terra rimasta sempre fuori dalla storia. Gavino Zucca, sassarese trapiantato a Bologna, fisico e filosofo attualmente insegnante di scuola superiore, è alla sua seconda esperienza letteraria. In quest'opera racconta la vita di una donna moderna e coraggiosa, ispirandosi in parte ad una storia vera. Nel suo racconto, rivivono i colori e i sapori della terra di Boemia, le gioie di una bambina ancora ignara delle tragedie che avrebbero travolto il suo piccolo mondo, le speranze e le illusioni di una giovane donna d'affari che ha appena il tempo di assaporare il successo quando la Storia viene a bussare alle porte di Gablonz: prima l'annessione alla Grande Germania, poi la guerra, infine l'occupazione delle truppe sovietiche. Testimone privilegiata e, suo malgrado, protagonista di eventi drammatici, Eleonore sarà costretta al termine del conflitto a ricominciare una nuova vita e ad affrontare ancora nuove sfide, con la consapevolezza di quanto sia illusorio cercare la pace e la tranquillità e una serena condizione di equilibrio quando intorno tutto muta in continuazione. Ma forse proprio in questo senso di continuo divenire e nella capacità di adattamento alle condizioni che ci vengono imposte da eventi più grandi di noi sta il segreto della vita. Per riprendere le sue parole: Se solo ci si guarda attorno c'è sempre qualcosa da fare e qualche causa per cui impegnarsi. Solo quando il futuro diventa un muro impenetrabile possiamo tirare i remi in barca e lasciarci finalmente andare, paghi di ciò che è stato il nostro viaggio, al volere delle correnti. Note biografiche Nato a Sassari nel 1959, Gavino Zucca vive e lavora in provincia di Bologna. Laureato in Fisica presso l'Università di Pisa e in Filosofia presso quella di Bologna, insegna attualmente Fisica nella Scuola Superiore dopo aver lavorato per oltre sedici anni nella società di informatica del gruppo ENI. È autore di romanzi e racconti che hanno conseguito numerosi riconoscimenti letterari. Oltre al romanzo La ragazza di Gablonz, ha pubblicato "L'isola della memoria" (Moby Dick Editore, Collana Grilli & Cicale, 1992) e la raccolta "Epifania e altri racconti" (Comune di Trichiana, 1999). .
Le donne, gli amori 9788822258038.jpg Autore: Raffaele Urraro Editore: Olschki Prima edizione: 09/2008 Edizione corrente: 09/2008 EAN-ISBN: 9788822258038 Pagine: 386 Dimensioni: 17x24 cm Prezzo di copertina: 33,00 Euro Argomento: Letteratura
Descrizione Una storia che si sviluppa come un romanzo. La vita del grande poeta recanatese letta attraverso le sue relazioni con le donne: amicizie, amori, illusioni, disinganni. A ciascuna figura femminile è dedicato un ritratto, un "medaglione" che ne descrive il carattere, la storia e la natura del rapporto con Leopardi: al centro di questo composito universo femminile si erge la figura del poeta, con la sua complessa e tormentata interiorità . Caratterizzano questo studio una rigorosa documentazione e una nuova chiave di lettura volta a evidenziare il legame tra produzione letteraria e vita sentimentale del poeta. Note biografiche Raffaele Urraro nato e vive a San Giuseppe Vesuviano. Laureato in Lettere Classiche presso l'Università Federico II di Napoli, dove ebbe maestri Salvatore Battaglia e Francesco Arnaldi, dopo aver insegnato Italiano e Latino nei Licei, ora si dedica esclusivamente al lavoro letterario. I suoi interessi spaziano dalla poesia alla saggistica alla narratologia alla linguistica alla semiologia allo strutturalismo. Collabora come redattore alla rivista di letteratura e arte "Secondo Tempo" e a quella di poesia "Controverso" con saggi sulla poesia moderna e contemporanea, recensioni e articoli di varia natura. Oltre a numerose pubblicazioni di poesia, ha prodotto, in collaborazione con Giuseppe Casillo, molte antologie di classici latini commentati secondo moderni metodi esegetici (Loffredo, Napoli) e la "Storia della letteratura latina" in 5 volumi (Bulgarini, Firenze). .
9788889874349.jpg Autore: Stefania Sabrina Rifici Editore: Terre sommerse Prima edizione: 03/2007 Edizione corrente: 03/2007 EAN-ISBN: 9788889874349 Pagine: 64 Dimensioni: 15x21 cm Prezzo di copertina: 10,00 Euro Argomento: Poesia
Descrizione La vita è un sogno dal quale non ci si vuole mai svegliare, è un oblìo in cui la mente cade, come frastornata dal caos di un mondo crudele che non ammette l'errore, non vuole l'Amicizia, non tollera l'Amore e odia chi continua, nonostante tutto, a sognare, a giocare con i soldatini dimenticandosi dei robots, chi non crede all'apparenza ma all'essere ... E se, lungo il sentiero dell'anima, incontri un'ombra, ascoltala ... Ha molto da dirti ... La poesia ! Note biografiche Stefania Sabrina Rifici è nata a Sant'Agata di Militello, in provincia di Messina, il 18 Maggio 1987. Per le sue composizioni poetiche ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali fra i quali "Salvatore Quasimodo" (2003, 2004, 2005, 2006), "Cuore di Sicilia" (2004), "Città d'arte - Cassino". Echi dal cuore è la sua raccolta d'esordio. Estratto L'Amore non ha bisogno di parole né di silenzi. La sua voce è un fremito che carezza il cuore con mani di neve. La sua anima è un respiro segreto nel sogno. Il suo cammino è un riverbero di luce e di buio. Non voltarti indietro: non vedrai i suoi passi. Il suo essere cresce nell'attesa di domani. .
Quattro saggi non sull'arte contemporanea, ma su chi si occupa di arte contemporanea 9788890302268.jpg Autore: Yves Michaud Traduttore: Viviana Mucci, Lucia Schettino Editore: Edizioni Idea Prima edizione: 09/2008 Edizione corrente: 09/2008 EAN-ISBN: 9788890302268 Pagine: 216 Dimensioni: 15x21 cm Prezzo di copertina: 15,00 Euro Argomento: Arte, Pittura e Scultura Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione Il XX secolo ci ha insegnato che l'arte è tutto e niente: continuiamo infatti ad assistere al proliferare di correnti, tendenze ed etichette, alla varietà di oggetti considerati «arte», alle nuove categorie artistiche ed estetiche, che si aggiungono senza tregua a quelle tradizionali, per non parlare del movimento di esplorazione delle culture, che ha allargato le frontiere del' arte, fino a farle straripare. Di fronte a una tanto cospicua varietà di aspetti è evidente che, prima di riflettere sulle qualità, è necessario capire secondo quali paradigmi identifichiamo le opere d'arte. Oggi la stessa varietà dei discorsi, che giustificano la pluralità e il rapido alternarsi di mode e tendenze, è sintomo del potere che hanno curatori, conservatori, direttori, organizzatori, animatori e ispettori che ci tengono informati sulle ultime novità e che orientano la nostra visione attraverso mostre, acquisti, dichiarazioni, interviste e quant'altro. Dal momento che l'arte ha perso la sua definizione, afferma Michaud, l'esposizione museale sembra l'unica salvezza possibile: il museo infatti conserva un valore di investitura, di riconoscimento, di sacralizzazione e feticizzazione, ma «le contraddizioni nascono quando questo luogo di conservazione diventa luogo di produzione, passando dalla consacrazione alla promozione» La tesi principale espressa in quest'opera è che se per molto tempo sono stati gli artisti a definire l'arte, oggi questo potere è passato nelle mani del jet-set del mondo dell'arte, ossia di quelle persone che Yves Michaud chiama i «commissari», mentre «gli artisti e le opere sono solo pretesti per far continuare a girare la giostra del mondo dell'arte, un mondo che si stordisce di eventi, scoperte e tattiche comunicazionali», e che si evolve sempre più in direzione della mondanità. In questa edizione L'artista e i commissari si compone dei quattro saggi che costituivano l'opera pubblicata, per la prima volta in Francia, nel 1989 e di un saggio del 2007, Tendenze, nel quale l'autore, alla luce delle evoluzioni avvenute negli ultimi anni, commenta e amplia le riflessioni e le analisi elaborate nel 1989. Note biografiche Yves Michaud, filosofo e membro dell'Institut Universitaire de France, ha diretto dal 1989 al 1996 l'Accademia delle Belle Arti di Parigi e attualmente dirige l'Université de tous les savoirs. Autore di numerose opere di filosofia politica e di estetica, tra cui "La Crise de l'art contemporain" (1997), Puf 2005, "Critères esthétiques et jugement de goût" (1999), Hachette Littérature 2005, L'arte allo stato gassoso (2003), Edizioni Idea 2007. .
9788889874448.jpg Autore: Giuppy d'Aura Editore: Terre sommerse Prima edizione: 09/2008 Edizione corrente: 09/2008 EAN-ISBN: 9788889874448 Pagine: 70 Dimensioni: 15x21 cm Prezzo di copertina: 12,00 Euro Argomento: Poesia
Descrizione Tra ballate, filastrocche e journal intime ad alto tasso poetico, Giuppy d'Aura corteggia la sofferenza finché non diventa dolore e poi lo abbandona come un compagno scomodo, esorcizza la disperazione con rapidi scarti di tono e ironia e sarcasmo, irride ogni compassionevole cedimento al sentimentalismo facendo il verso . Lo statuto compositivo della poesia di Giuppy d'Aura si avvale di un "vocabolario" di sostantivi e aggettivi, spesso volutamente desueti, scelti quasi a prendere le distanze da ogni possibile cedimento alla prosaica banalità del quotidiano. Note biografiche Giuppy d'Aura nasce nel 1984 a Nuoro. Poeta, performer, attore, provocatore e studioso post-strutturalista e femminista di cinema, è figura eclettica e attivissima dell'underground romano. Ha pubblicato la raccolta "Koiné, amore e dolore" Libroitaliano a soli diciassette anni e "I miei dieci mondi" Ibiskos-A.Ulivieri. Nel dicembre 2007 gli è stato conferito presso l'Università Sapienza di Roma un riconoscimento per il giovane impegno teorico nell'ambito del cinema. Estratto fiumi a separarci il mio fisico di carne ad affogarmi un Tevere d'angoscia ma nin quel Tevere che torbido va via, un altro fiume è la mia malinconia. .
88-85333-65-6.jpg Archivio NuoviLibri.It Autore: Gruppo di studio e attenzione dell'Accademia Italiana di Economia Aziendale Editore: RIREA Prima edizione: --/2007 Edizione corrente: --/2007 EAN-ISBN: 9788885333659 Pagine: 907 (2 volumi) Dimensioni: 15x21 cm Prezzo di copertina: 70,00 Euro Argomento: Economia, Marketing e Finanza Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione Nell'attuale contesto storico il bilancio, i criteri per la sua redazione ed i principi contabili sono argomenti bisognosi di una rivisitazione attenta e di un complesso approfondimento, in risposta a stimoli provenienti da fonti diverse: imprenditoriali, professionali, legislative. La normativa sul bilancio delle imprese è soggetta a una radicale riforma, soprattutto a causa delle spinte derivanti da culture ragionieristiche differenti dalla nostra tradizione contabile, ma che sono riuscite ad affermarsi nelle principali realtà produttive internazionali. È evidente, dunque, che gli studiosi debbano necessariamente ed urgentemente interessarsi al tema per proporre, in tutte le sedi scientifiche, ma anche agli operatori del settore e alle aziende, una ipotesi di lavoro che meglio possa esprimere le esigenze di un confronto con il comune intento di procedere ad una ricognizione e ad una rivisitazione della dottrina nazionale e internazionale finalizzata a redigere una proposta che possa mediare ed esaltare le esigenze delle tradizioni culturali italiane con le nuove istanze. Indice PARTE 1: Applicazione degli IAS/IFRS alle singole voci di bilancio Capitolo Primo: LE TECNICHE DI VALUTAZIONE: LINEAMENTI GENERALI Capitolo Secondo: LE POSTE DELL'ATTIVO: LE ATTIVITA' MATERIALI SECONDO GLI IAS/IFRS Capitolo Terzo: LE ATTIVITA' IMMATERIALI Capitolo Quarto: LA VALUTAZIONE DELLE PRODUZIONI NELLE IMPRESE CHE OPERANO SU COMMESSA. UN CONFRONTO TRA I PRINCIPI IAS/IFRS, US GAAP, OIC Capitolo Quinto: IL TRATTAMENTO CONTABILE DEI CREDITI NEI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI Capitolo Sesto: LETTURA CRITICA E COMMENTO DELLO IAS 2 Capitolo Settimo: LA POSSIBILE INFLUENZA DEI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI SULLA FISCALITA' D'IMPRESA E SUI REATI SOCIETARI Capitolo Ottavo: IL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO Capitolo Nono: IL PATRIMONIO NETTO NEI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI Capitolo Decimo: LA RILEVAZIONE DELLE OPERZIONI DI AGGREGAZIONE TRA IMPRESE PARTE 2: Principi contabili applicati a specifiche fattispecie aziendali Capitolo Undicesimo: IL PROGETTO DI ESTENSIONE DEGLI IAS/IFRS PER LA REDAZIONE DEI BILANCI DELLE PMI Capitolo Dodicesimo: LETTURA CRITICA E COMMENTO DELLO IAS 29, L'INFORMATIVA DI BILANCIO NELLE ECONOMIE IPERINFLAZIONATE Capitolo Tredicesimo: VALUTAZIONI E PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI NEL BILANCIO DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE Capitolo Quattordicesimo: LE IMMOBLIZZAZIONI MATERIALI NEGLI ENTI LOCALI Capitolo Quindicesimo: I PRINCIPI DI BILANCIO, DI CONTABILITA' E DI RENDICONTO DELL'UNIONE EUROPEA Capitolo Sedicesimo: I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI E NAZIONALI NEL SISTEMA DEI BILANCI DELLE AZIENDE PUBBLICHE: LA VALUTAZIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI NEL BILANCIO DI STATO Note biografiche Hanno contribuito: S.Alfiero, Bruno Armano, G.Capodaglio, E.Cardillo, G.D.Caruso, P.L.Catalfo, V.Cellini, G.Ceriani, Corrado Corsi, L.D'Alessio, A.Del Pozzo, G.Di Dio, R.Di Pietra, E.R.Ferrari, P.Gandini, A.Indelicato, G.Liberatore, C.Lucianetti, A.Melis,G. Melis, S.Molina, M.Mulazzani, A.Musaio, A.Pili, M.Poselli, M.Pozzoli, L.Puddu, C.Rainero, P.Ricci, S.Secinaro, A.Solazzi, C.Sottoriva, I.Tozzi, V.Trafori. .
9788890259647.jpg Autore: Gabriele Sannino Editore: WLM Edizioni Prima edizione: 10/2008 Edizione corrente: 10/2008 EAN-ISBN: 9788890259647 Pagine: 209 Rilegatura: brossura Dimensioni: 13,8x20,4 cm Prezzo di copertina: 11,50 Euro Argomento: Narrativa Italiana
Descrizione "Quella sera ero turbato ma sostanzialmente felice. Lo ero poiché non ero quindi il solo a sostenere questo tipo di segreto; e chissà, pensai, quanti ce ne sono allora come me, nella mia stessa situazione, sparsi qui su questo mondo: proprio come tutte quelle stelle lassù che altro non sono che dei soli intorno ai quali ci possono essere altri pianeti, con chissà magari quante vite. Sì. Non potevo essere solo, non potevo essere l'unico. No, decisamente. Né in questo mondo né nell'intero universo. Quelle innumerevoli stelle luminose mi diedero, quella sera e non solo, la forza di sperare ancora. Sperare che le cose in qualche modo si sarebbero sistemate, e che la vita prima o poi sarebbe stata splendente anche per me. Quanto desideravo essere come quelle stelle. Fiere, brillanti, pulsanti di luce propria. Quanto desideravo trovar luce dentro di me, quell'indispensabile luce che mi avrebbe fatto vivere proprio come quei meravigliosi astri, che mi avrebbe consentito di non essere più l'ombra di me stesso, la mia proiezione, che avrebbe dato luce e chiarore alla mia vita e a tutto ciò che sarebbe stato intorno a me: altre vite, altri mondi. Altre stelle." La ricerca della propria identità costa la fatica della coerenza con sé stessi e con gli altri: solo vivendo senza menzogne il proprio orientamento omoaffettivo è possibile godere del rispetto e della solidarietà degli amici, dei colleghi e dei famigliari. E ottenere qualcosa di più dalla vita. Enrico Oliari Prefazione "Nihil umanum a me alienum puto" ovvero "Nulla di ciò che appartiene all'esperienza umana lo ritengo a me estraneo". Le parole di Terenzio di cui sopra, credo esprimano bene il vissuto di Walter, il protagonista del libro. L'esperienza che forma, trasforma e alle volte de-forma, ma che sempre accompagna il fiume verso il mare, suo compimento. Inutile dirlo - tanto meno ribadirlo - che la vita la si vive in diretta, senza prove generali. Siamo stati messi su un palcoscenico, si è aperto il sipario e via... ognuno a fare il proprio meglio, potendo fare affidamento in fin dei conti solamente su se stesso. Il percorso che intraprende Walter è un percorso di Bildung, parolona tedesca che esprime un concetto universale: ossia la formazione umana intesa quale sentiero che conduce nell'essenza più intima e spirituale di ciascun individuo, là dove il microcosmo umano si rispecchia nel macrocosmo dell'Universo. È un riallacciarsi alla Paideia greca, all'Humanitas latina e alla Caritas medioevale. Chi di noi non è accecato dai riflettori e assordato dagli applausi del pubblico pagante si cerca, e lo fa proprio intraprendendo un viaggio che può essere denominato per l'appunto Bildung. Esso richiama a sé il concetto di Umanità, di Amicizia, di Emancipazione sociale, di Cultura e di Tolleranza. Quanto di tutto ciò possiamo ritrovare nell'esperienza viva, fatta di carne e di sangue, di Walter? A mio parere, molto. A cominciare proprio dal senso di umanità, di un destino comune presente nei pensieri del giovane protagonista mano a mano che cresce, che si affaccia alla vita ricevendo non solo carezze, ma anche schiaffi. Naturalmente leggendo il romanzo è possibile "sentire" e "vivere" tutto il travaglio interiore che ha portato Walter dal vedersi come una monade leibniziana, chiusa nel proprio solipsismo, al percepirsi membro attivo di una comunità. Pensiamo alle sue considerazioni sull'interiorità: "È incredibile come gli esseri umani tendano a soppiantare la loro natura. Lo fanno con la natura fisica, quella che vediamo appunto, la fauna e la flora per essere più precisi, ma anche con la natura della loro stessa anima. Ed è questo il punto più inquietante. Se elimini la tua natura interiore, figuriamoci cosa combini con quella che è intorno a te ". Poi l'Amicizia, vero sottofondo spirituale di tutto il romanzo, tanto da rendere impossibile scegliere e riportare una sola citazione al riguardo. Tanti nel testo i passaggi in cui viene preso di petto questo strano sentimento, mai nettamente distinguibile dall'Amore proprio perché sua sfumatura. Chissà, è forse l'amicizia una venatura dell'Amore, o è vero il contrario? Nonostante gli sforzi di molti filosofi che ci hanno preceduto, non si è mai giunti a una soluzione dell'enigma... meglio così, perché credo fermamente che ogni definizione uccida ciò che tenta di definire. Allora rimaniamo nell'ambiguità dei sentimenti, nel chiaroscuro dell'esistenza. Cerchiamo di andare oltre il principio di non contraddizione di aristotelica memoria, in forza del quale "A non può essere anche non A". Io personalmente guardo al grande Eraclito e alla sua armonia dei contrari! La parola Amore credo possa essere considerata al pari di uno scrigno che racchiude in sé l'essenza di ciò che chiamiamo umanità, umano e uomo. Libera tutti noi dall'Inumanità proprio perché, per quanto la vita possa essere dolore, quando diviene esistenza si intreccia ai fili della Speranza. Speranza anche di un'emancipazione sociale: infatti Walter "lotta" proprio per affermare se stesso come persona libera da sensi di colpa, imbarazzi, pregiudizi o quant'altro individui acefali cerchino di rovesciargli addosso. A tal proposito facciamo memoria di un passaggio tratto dal testo: "L'ottusità e il buio continuano a imperare e ad avanzare in un eterno vuoto dilagante. Continuiamo di fatto a essere etichettati e derisi, continuiamo a essere scherniti, e ad alimentare questo processo ci pensano proprio gli stereotipi che gli omofobi si aspettano. E la giostra continua a girare, col suo carico di meraviglia, di perbenismo, e di stupidità ". Utilizzo il verbo rovesciare in quanto lo ritengo appropriato a esprimere l'ondata di violenza più o meno subdola e più o meno evidente che il ragazzo si trova a dover in qualche modo fronteggiare nello sviluppo delle vicende narrate. Nel leggere tutto ciò, quanti di noi corrono con la memoria agli anni della propria adolescenza? Purtroppo penso non pochi. Anni spesso difficili, contrassegnati da solitudine e dolore, eppure fortemente intrisi di Bildung. Le difficoltà e il silenzio di cui ci si sente circondati rafforzano, plasmano il carattere e ci permettono di scorgere la luce di quel diamante che si cela nelle profondità e nelle oscurità della nostra interiorità. Un pensiero di Antoine de Saint-Exupery credo possa aiutarmi ad esprimere meglio il mio sentire: "Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio". Alla fine in molti ce l'abbiamo fatta: la Vita, realizzatasi in amicizia vera e sincera e in profonda forza interiore, ci ha aiutato a superare in un modo o nell'altro l'ottusità dilagante e a imboccare il sentiero del divenire ciò che siamo. Il tutto nell'ottica di una cultura della tolleranza: intesa, come ci ricorda tra gli altri Voltaire, come rispetto per il pensiero e la persona dell'altro. Infatti il protagonista sogna per sé e per le persone che ama "un mondo dove ciò che conta non è con chi ti va di costruire un futuro o semplicemente con chi ti va di andartene a letto, ma chi sei veramente, che valori hai, che tipo di persona sei e cosa sei in grado di offrire di buono a questo mondo ". Walter ha intrapreso un lungo percorso, iniziato sui banchi del liceo e che proseguirà ben oltre le pagine di questo libro. Una strada che lo condurrà a divenire sempre più intimo con la persona che è, e che scoprirà nelle sue mille e una sfaccettature attraverso la sua stessa Esistenza. A Gabriele, autore del testo, e a tutti i lettori auguro di continuare "seguendo" le orme di Walter nel sentiero che lui indica a noi; e lascio loro, come guida, un aforisma di Antoine de Saint-Exupery che da sempre è una delle mie bussole: ".....bisogna vivere per poter scrivere....." Simone De Andreis Note biografiche Gabriele Sannino, nato nel 1978 e campano d'origine, vive nel Nord-Italia dove fa il militare di professione. Questo libro pieno di ottimismo è la sua prima fatica letteraria. Estratto Capitolo I La più grande cosa del mondo è saper appartenere a se stessi. Michel de Montaigne Ho sempre saputo di essere «diverso» da quella che chiamano «normalità terrestre», e questo sin da piccolo. Dicono che la coscienza e i ricordi nel bambino prendano forma e consistenza verso i sei anni. Fin dal mio ingresso a scuola i miei amici mi erano molto più simpatici delle mie amiche, li sentivo più vicini (chissà poi perché?). Stringevo con loro piccole alleanze, cercando di avere più complicità possibile, specie con quelli carini. Ricordo con affetto il mio primo giorno di scuola in prima elementare:quando, appena entrato in classe, mi sedetti vicino a un bambino che buffamente aveva il banco pieno zeppo di pupazzetti. Era sicuramente il suo modo per sentirsi meno solo, per affrontare quella nuova e misteriosa avventura culturale e sociale che è la scuola in quella candida età. Preso posto, gli chiesi se potevo giocare con uno dei suoi giocattoli (caspita, com'ero sveglio a provarci già in maniera così subitanea!). Lui, dopo un po di renitenza, mi prestò uno dei suoi Snoopy, con il quale mi intrattenei fino a quando la maestra non iniziò a imporre la sua presenza e la sua disciplina, staccandomi dal balocco. Mi piaceva quel bambino e mi piacevano i suoi giochi. Già a quell'età sentivo questo tipo di trasporto. Gli anni alle scuole elementari e medie passarono velocemente tra piccole cotte (che oscillavano tra il quotidiano e il mensile) accompagnate da sguardi furtivi; talvolta, intendiamoci, anche generosamente ricambiati. Crescevo con i miei dubbi, le lacune scolastiche, le marachelle, le prime note di demerito a scuola; insomma crescevo come può crescere qualsiasi adolescente, ma con un tormento interiore che cercavo di soffocare e di sopire a tutti i costi: cioè la mia passione segreta per i ragazzi. Doveva essere il piccolo segreto che mi sarei tenuto per sempre dentro, per non far soffrire tutte le persone che mi stavano vicino e che volevano quello che mia madre voleva per me. Capii quali fossero i suoi desideri un giorno quando a sei anni mi chiese: «Ti piace quella bambina?» Io le risposi che mi piaceva un bambino che giocava più in là, nel parco. Contrariata lei mi disse: «Ma caro, ti devono piacere le bambine non i bambini!» «Ma a me piacciono i bambini» replicai, riconfermando i miei gusti. «Perché sei piccolo. Vedrai che quando sarai più grande ti piaceranno le bambine!», affermò lei con vigore. Mi ripetevo e mi ridicevo: «beh nessuno è perfetto», per giustificare il persistere nelle mie spontanee convinzioni. «L'importante è che loro (gli altri) non lo sappiano e io sono a posto, poi magari cambierò per davvero! Chissà, forse la mamma ha ragione.» Talvolta questi pensieri prendevano il sopravvento e tutto ciò era decisamente ansiogeno per me, ma quando le mie paure mollavano la presa, mi sentivo come tutti gli altri. Mi sentii finalmente uguale ai miei compagni di scuola e di gioco quando frequentai le medie. Iniziai con loro a parlare dell'altro sesso talvolta, anzi sovente, in maniera sessista. Forse il solo modo che conoscono gli adolescenti per parlare dell'altro sesso: non avendo ancora avuto il benché minimo confronto con esso ed essendone, in fondo, anche abbastanza spaventati. Io, per spirito di emulazione, mi divertivo a parlare delle donne in maniera dispregiativa. Mi sentivo uno di loro, un «vero uomo»! Avevo iniziato a sentire storie del tipo che quello che va con gli uomini e che si fa infinocchiare è uno detto «frocio», che è diverso, che è negativo, che più che un uomo vero è una mezza donnicciola. Io non dovevo essere una mezza donnicciola, dovevo essere un uomo al cento per cento, ma che dico, al mille per mille! Per cui quelle cose, quei desideri che ancora mi riguardavano, dovevo farli sparire dalla mia mente, perché oramai era giunta l'ora di farlo, se volevo essere pienamente come gli altri. In quel periodo iniziai una sorta di quotidiano e costante training autogeno, soprattutto nei miei momenti di solitudine a casa, nei quali mi concentravo sull'eliminazione del problema. Non potete neanche immaginare quanto mi sia grato per quei giorni. Quei momenti così ispettivi della mia personalità mi hanno fatto sviluppare l'abitudine al parlarmi, all'interrogarmi. Se solo la gente si parlasse e soprattutto si ascoltasse un po' più spesso. Forse al mondo ci sarebbe meno stupidità. Io all'epoca però mi parlavo solamente, e infinite volte lo facevo in maniera imperativa, ma era pur sempre l'inizio di un percorso importante ed evolutivo. Mettiamola così! Un episodio molto importante e perturbante durante la mia adolescenza si verificò all'età di sedici anni, cioè esattamente quando ero al terzo anno del mio mitico e tanto agognato liceo scientifico. Ricordo che un giorno, in classe, durante un intervallo tra una lezione e l'altra, una mia amica, Benedetta, mi si avvicinò dicendomi: Sai Walter, c'è la tipa della terza B Hai presente Veronica? Quella carina, bionda, con gli occhi verdi; lei dice che gli piaci un casino ma che non ha il coraggio di dirtelo e soprattutto di chiederti di uscire. Cosa? Io? Perché io? Non mi sembrava vero; e questo non solo per via della mia età e della mia poca esperienza, ma soprattutto perché era una donna! Sì, scemo, proprio tu! Dai che è carina! Potresti anche farcelo, un pensierino Sì, hai ragione, ma Cosa? Dai timidone, fatti avanti! In quel frangente di conversazione, un mio compagno di classe esordì con una dichiarazione che proprio non mi aspettavo, visti i miei sforzi nel nascondere le mie pulsioni e il mio ostentato machismo in fatto di donne: Ma Benedetta, forse a Walter piace qualcun altro o qualcos'altro , e scoppiò in una risata sarcastica. Cosa vorresti dire, Fabio? Che Walter è frocio? Ma dimmi un po', come ti permetti! Ma Walter, digli qualcosa, no? Rimasi come impietrito. Mi sentii come se il castello che avevo eretto in difesa di quel piccolo segreto fosse stato improvvisamente espugnato, e per giunta non da un orda di cavalieri efferati ma da uno solo di quelli! E avevo l'incubo che dopo di lui anche gli altri avrebbero finito col demolire il prezioso e bugiardo maniero. Dopo quella sensazione di terrore, fui mosso da uno scatto d'ira allorché mi difesi: Frocio sarai tu, idiota che non sei altro! Chi ti credi di essere? Allora, vuoi vedere chi è frocio? Dai, fatti sotto cretino, che ti mostro io chi è la checca qui lo hai capito o no?! Tentai di avanzare verso di lui, decisamente minaccioso. Smettila Walter, Dai, Fabio scherzava, non prendertela in questo modo, replicò Benedetta, spaventata dalla mia reazione così forte. Deve dirmelo lui se stava scherzando, e poi io non gli credo! Su queste cose non si dovrebbe mai neanche scherzare! A quel punto Fabio, tra lo stizzito e l'impaurito, voltò le spalle come per scrollarsi quella situazione divenuta pesante, bollando: Ma stai zitto, cosa fai ora, il frocio-filosofo?! Ma va Mi scaraventai su di lui, lo voltai e gli diedi un pugno in faccia, e poi un altro e un altro ancora; oramai la mia mente era completamente sconvolta dall'ira. Benedetta era atterrita e iniziò a urlare e a richiamare l'attenzione degli altri compagni di classe, che nel frattempo si erano tutti stretti a cerchio cercando di dividerci. Mentre la zuffa era quasi arrivata al suo epilogo, il professore di matematica entrò in classe e, scorgendo la situazione, ci divise definitivamente chiedendo cosa fosse successo. Nessuno parlava, nessuno voleva dire qual era stato il vero motivo, eppure tutti lo avevano sentito dire quelle «fantasticherie» sul mio conto. Come in genere capita in questi casi, andammo entrambi dal preside e, dopo aver fatto anche lì scena muta, fummo espulsi per tre giorni ma con l'obbligo della frequenza. Ricordo nitidamente quel giorno, mentre tornavo a casa. Ero fiero di me. Avevo affrontato chi per primo aveva osato chiamarmi «frocio», di petto, picchiandolo addirittura. Era la prima volta in assoluto che mi capitava. Io. Sì, proprio io che ero sempre stato un pacifista convinto. Ma andava più che bene così. Nessuno doveva dirmi che io ero uno di quelli "Insomma" "Uno di quei gay". Che magari si truccano, si travestono, si camuffano da donne. Sì perché con tutto rispetto, a meno che non cambino definitivamente sesso, il loro è comunque di fatto un camuffamento. Il bello è che ancora oggi sono più o meno di quest'ultimo avviso. Anche se con molte più sfumature e soprattutto con molto più rispetto verso tutto ciò che può sembrare «diverso». Certo di queste piccole e intense ma tanto tormentate riflessioni, tornai a casa col volto leggermente tumefatto. Mia madre fu inorridita al mio apparire e subito mi fornì del ghiaccio per quei lividi che iniziavano a ingrossarsi. Walter dimmi, cosa diamine ti è successo? Non hai mai fatto a pugni con nessuno. Non ti è mai piaciuto picchiare la gente! Mamma ti prego non farne un dramma! Capita C'è sempre una prima volta, no? Dai ti prego raccontami quello che ti è successo, ho il diritto di saperlo, non credi? Niente, mamma. Ti prego non farmi più domande. Non è successo proprio nulla. Fabio mi ha spinto mentre uscivamo di classe e io, arrabbiato, mi sono scaraventato su di lui. Se non me lo dici, lo chiedo ai tuoi professori, replicò, tranquilla, percependo che mentivo. Ok, ti dirò la verità. Ma devi promettermi che non ti arrabbierai per quello che sto per dire. Te lo prometto, tesoro mio. Vedi, Benedetta, durante l'intervallo, mi si è avvicinata e mi ha detto che Veronica, una ragazza della terza B, vorrebbe uscire con me, ma non ha il coraggio di chiedermelo. Così mentre parlavo con lei, Fabio si è introdotto bruscamente nella conversazione, dicendomi che lui per primo le ha chiesto di uscire. E mi ha minacciato che se l'avessi fatto me l'avrebbe fatta pagare! Allora ti piace? esclamò stupefatta, mentre i suoi occhi erano bassi e fissavano silenti e riflessivi il pranzo che stava preparando. No, Cioè sì. Certo che sì. Il punto è che lui dopo avermi minacciato, mi ha strattonato e io mosso dall'ira gli ho sferrato un pugno. Capisco. Tesoro, non vale la pena fare a pugni per le donne, disse sorridendo per quello che aveva appena sentito. Certo mamma, me lo ricorderò. Ora vado a cambiarmi, mi metto più comodo. Tu hai già mangiato? Papà e Agnese ci sono per il pranzo oggi? Tua sorella oggi esce alle sedici da scuola e tuo padre aveva un pranzo di lavoro. Purtroppo saremo solo noi. Dai, vatti a cambiare che nel frattempo metto su la pasta. Fu così che me la cavai con mia madre, alias una donna investigativa e difficile da ingannare, e il mio castello di menzogne, almeno in casa, fu nuovamente eretto più forte che mai. A proposito mamma, mi hanno sospeso per tre giorni con obbligo di frequenza. Cosa?! Ma tu sei matto?! Capitolo II Incredibile! Quel giorno la notizia di una possibile donna nella mia vita aveva ammorbidito mia madre in maniera tale che perfino una sospensione era finita col passare in secondo piano! Fu così che il giorno dopo, tranquillo e beato della fortezza che avevo eretto a casa e che sempre più, vista l'approvazione tacita di mia madre, mi sembrava inespugnabile, mi recai a scuola. Nei corridoi, prima di entrare in aula per la prima ora, vidi nuovamente Benedetta: Ciao Walter, come stai? Spero bene! Ieri poi in mezzo a quella babele non ti ho più visto. Volevo scusarmi con te. Di cosa volevi scusarti, Benedetta? Non è mica colpa tua. È Fabio che per me rimane un coglione. E anche un omofobico, direi! aggiunse. Omo che?! le dissi con uno sguardo un po' attonito. Walter, devo spiegarti sempre tutto, l'omofobia è la paura della diversità intesa in questo caso come omosessualità. Dovresti saperlo. Perché dai per scontato che io lo sappia? dissi con un'aria un po' stizzita. Dai, non prendertela. Sei un po troppo permaloso a volte, sai? Piuttosto, stamane ho visto Veronica e indovina un po'? Mi ha chiesto ancora di te. In quel momento mi si accese come una lampadina nel cervello: se fossi uscito con Veronica e magari per un motivo o un altro l'avessi portata a casa, avrei risolto tutti i miei problemi, sia con la classe sia con mia madre. In questo modo la mia pseudo-eterosessualità ne sarebbe uscita vittoriosa. E io con lei. Dille che voglio uscire, dissi a Benedetta mentre cercava di farfugliarmi pregi e vezzi (non certo difetti) della sua cara amica. Cosa? Dici sul serio Walter? Sì. Non sto affatto scherzando. Veronica è molto sexy e mi piacerebbe andar fuori con lei. Anzi, sai cosa credo in tutta onestà, Betty? Che Fabio sia soltanto geloso di tutta questa storia, insomma che non la mandi proprio giù. Beh vorrà dire che ingoierà la pillola volente o nolente, rispose sorridendomi. Entrambi scoppiammo in una fragorosa risata, dopodiché col sorriso ancora stampato in faccia, entrammo in aula per l'inizio delle lezioni. Quel giorno Fabio non mi rivolse neanche una parola, né io a lui. Finita la scuola e tornato a casa, Benedetta mi telefonò, appena dopo il pranzo, dicendomi che aveva parlato con Veronica e che, se avessi voluto, avrei potuto chiamarla fin da subito. Caspita Betty, sei più efficiente di un agenzia quando ti ci metti! le dissi più volte entusiasta. Fu così che la sera stessa la chiamai e lei accettò il mio istantaneo invito per andare al cinema. Ero preoccupatissimo, agitatissimo, e questo perché era il mio primo appuntamento, per giunta con una ragazza. E mi sentivo un po' una merda, dato che la usavo semplicemente per salvare la mia pseudo-immagine davanti alla mia famiglia e soprattutto davanti alla scuola. Ma l istinto di sopravvivenza, come quasi sempre capita, prevalse. Presi dal mio garage il mio scooter e andai a prenderla. Quando scese di casa rimasi semplicemente esterrefatto: Veronica era davvero una ragazza bellissima, alta, slanciata, sinuosa, con dei capelli il cui colore mi ricordava le spighe di grano dorate baciate dal sole d estate. E i suoi occhi verdi assomigliavano per davvero a uno smeraldo. Troppo «Shakespeare» la similitudine? Beh, resta comunque la verità. Chissenefrega. A ogni modo qualsiasi ragazzo avrebbe dato chissà cosa per uscire con lei, una delle ragazze più carine della scuola, e lei invece aveva scelto me. Quello sicuramente sbagliato per lei. Rimasi come rimbambito quando mi salutò e montò sul motorino, poi diedi un colpo di acceleratore e ci dirigemmo verso il cinema. Mentre eravamo in corsa fu lei a rompere il ghiaccio: Allora Walter, ti piace il mio vestito? Sì, certo, Veronica. È bellissimo. Non sei decisamente un cicisbeo. Cosa è un cicisbeo? chiesi incuriosito. Piuttosto, chi è un cicisbeo? aggiunse con un sorriso. Sì, dai, quella roba lì! Scoppiò in una gran risata. Poi mi spiegò: I cicisbei erano, durante il Settecento, i corteggiatori delle dame, i gentiluomini galanti che tenevano loro compagnia e che allietavano le loro giornate con musica, poesia e complimenti vari "e tu ne sei un po' avaro" mi riferisco proprio a questi ultimi. «Bella e colta», pensai tra me e me. Scusami se non ti ho chiesto di uscire prima, ma sono un po' timido. Ma, giuro, posso migliorare! In quel momento sentii un brivido passarmi per il corpo. Stavo spudoratamente mentendo. Per giunta a me stesso. Soprattutto. Arrivati al cinema, la nostra scelta cadde su un musical intriso di struggente romanticismo, che suscitò il nostro entusiasmo durante la visione. Durante il film lei mi abbracciò, come spesso capita tra fidanzatini, e io mi sentii a disagio in quanto per me era tutto nuovo, e soprattutto era tutto falso! A fine serata la riaccompagnai a casa, e lì la mia paura più grande prese forma: lei era stata bene con me ed era evidente che voleva baciarmi prima di entrare nel portone. Ma io non avevo mai baciato nessuno fino a quel momento e l'idea che potesse accadere con lei mi impaurì il doppio. A un certo punto Veronica, vedendo che io non ero di certo un buon corteggiatore "pardon, cicisbeo" mi mise le mani intorno al collo e mi sfiorò le labbra. Io mi tirai indietro atterrito e stavo quasi per toglierle le mani, quando guardai quel bellissimo viso dolce che altro non chiedeva se non un mio gesto d'affetto e così, pian piano, appoggiai le labbra sulle sue e tentai di baciarla. Non posso credere che baci così. È la prima volta per caso, Walter? esclamò. Io ero terrorizzato al pensiero di dover confessare anche questa verità. No, è che. Tranquillo. Ti mostro io come si fa. Sai, sono brava, a dire del mio ex! Si fa così Mi prese le labbra e mi baciò mostrandomi il movimento rotatorio della lingua. Fu incredibile. Lei mi baciò con tale dolcezza e savoir faire che a me piacque tantissimo, tant'è vero che i baci divennero due e poi tre e poi quattro e sempre più appassionati. Ero meravigliato di me, ma andò bene così. Anzi benissimo. Forse potevo veramente cambiare, e forse avevo trovato la ragazza che poteva operare questa sorta di miracolo. Tornai a casa felice di tutta quella serata. Ero stato benissimo con Veronica e volevo rivederla. Dovevo assolutamente rivederla, perché con lei, con la sua bellezza e dolcezza, sarei potuto cambiare, avrei potuto far felice oltre che gli altri, soprattutto me stesso. Finalmente. Mi chiedevo come lei avesse potuto operare tutto ciò, e cominciai così a mettere in discussione tutto quello che di me avevo pensato fino a quel momento. «Posso cambiare, posso farcela», pensai ad alta voce durante il viaggio di ritorno verso casa. Mi sono chiesto per molto tempo cosa fosse realmente successo quella sera, soprattutto perché avevo avuto sul serio una reazione fisica ed emotiva con quella splendida ragazza. Ciò, naturalmente, finiva col confliggere con l'identità che mi ero costruito fino a quel momento. In realtà solo oggi mi rendo conto realmente, col senno di poi, di cosa mi fosse successo e cosa ancora succede a tante persone impossibilitate a esprimere realmente sé stesse. Ero semplicemente represso nella mia sessualità e ciò, unito al bisogno che avevo e che ancora ho "per fortuna" di un contatto, di un affetto, di dolcezza, di amore insomma, mi aveva spinto tra le braccia di quella splendida e innocente creatura, che in realtà non meritavo affatto. Quella sera tornai a casa con un sorriso stampato in faccia, che sembrava come incollato, e a mia madre naturalmente raccontai il motivo: Sai sono felice stasera, le dissi per introdurre il discorso e perché vedevo in lei il solito sguardo riflessivo e un po' curioso. Cosa mi vuoi dire Walter? Hai buone novelle? Ti sento anch'io felice stasera. Ho passato una bellissima serata che mi ha cambiato decisamente la vita e me la cambierà anche in futuro, ne sono certo! Cioè? Dimmi tutto, avanti, sai che sono curiosa. Ho conosciuto una ragazza a scuola, me l'ha presentata Benedetta, sono uscito con lei ed è andata benissimo. Sul serio Walter? Oh, tu non puoi sapere che sollievo è per, continua, scusami. Ti ho interrotto. A quella frase il cuore mi si gelò. Mia madre forse sapeva di me e voleva rimuoverlo quanto lo volevo io. Beh Lei si chiama Veronica, stasera siamo andati al cinema e abbiamo visto un musical molto romantico, che ha fatto un po' da preambolo al resto della serata. Cioè dimmi, cosa è successo? Niente mamma, non farmi raccontare certe cose, sono un ragazzo discreto, non mi va. Mia madre era entusiasta e io con lei: insomma, sembrava stessimo vivendo entrambi una sorta di momentanea isteria collettiva. Vivevamo un sogno. Il giorno dopo mi recai come al solito a scuola e appena entrai in classe, Benedetta, già del tutto informata dei fatti, mi si avvicinò e mi abbracciò. Disse immediatamente che era contentissima per noi e che eravamo una splendida coppia. Calma Benedetta, non correre troppo con la fantasia, ti prego! Siamo usciti solo ieri e per la prima volta. Lei è pazza di te, credimi, te lo dice la tua Betty! A questa frase il mio umore già di per sé un po' ballerino subì una netta spaccata e il motivo era palese. Stavo ingannando una persona, una splendida persona che non meritava affatto di essere imbrogliata in quel modo. Continuavo a pensarlo. Ma continuavo anche a illudermi che forse col tempo e continuando questa frequentazione avrei potuto, se non cambiare, quantomeno adeguarmi a lei e perché no, Affezionarmi a lei. In realtà non riuscivo a capire. Non volevo. Onestamente credo che l'affezione, da che mondo è mondo, è un sentimento decisamente diverso dall'amore: meno profondo, meno potente, ma efficace comunque per vivere bene con una persona, se questo è ciò a cui auspichiamo. L'amore invece, come lo intendo io ora "soprattutto ora, avendo maturato nuove consapevolezze, nuove esperienze" è un sentimento sublime, esclusivo; che, se rivolto a una persona, non si limita a una semplice coesistenza ma a una sorta di unicità che non svanisce davanti al primo intoppo, ma davanti a questo cerca un compromesso, cerca di rimodellarsi, cerca nuovi profili, purché sopravviva; e che col tempo muta nella sua forma espressiva, ma non nella sua fondamentale sostanza. È un amore che ha una sua base, una rampa di lancio. Questo è per me un sentimento d'amore, che è ben diverso da un sentimento d affezione. Il mio dubbio amletico ora stava nella possibilità di amare o meno Veronica e di riuscire a renderla felice come meritava di essere. Ma la vera domanda era: si può amare a comando? E soprattutto, ci si può «accontentare» in amore? Recensione È una voce spontanea e vivace, quella che ci racconta le vicende di questo romanzo: le parole disinibite e disinvolte di un ragazzo, che mantengono la loro impulsiva freschezza anche quando alle prese con un profondo processo di scoperta e accettazione di se stesso. È un lungo percorso, quello di Walter, che dalle prime prese di coscienza dell'infanzia si snoda fino ad arrivare ai turbamenti della consapevolezza nel periodo delicato dell'adolescenza: il momento in cui ogni persona si trova ad uscire dal bozzolo del proprio io infantile per scoprire e dispiegare le fragili ali della maturità adulta. Questo racconto può senz'altro essere definito quindi un romanzo di formazione, un tassello di un ricco filone: il percorso dall'innocenza all'esperienza di un giovane uomo, argomento che ha catturato la penna di tanti celebri artisti. Cosa rende quindi unica questa narrazione, quindi? Walter ci presenta da vicino, in diretta la propria esperienza di vita incentrata sulla scoperta della propria omosessualità, da sempre in contrasto con ciò che gli viene presentato come normale e - più importante per la sfera emotiva e affettiva di un bambino - con le aspettative della propria madre. Proprio questo aspetto profondamente sensibile ed emotivo della sua personalità lo porterà da una parte ad intuire precocemente la verità sulle proprie inclinazioni, ma dall'altra a combatterle disperatamente nei primi momenti di tale presa di coscienza. Questa battaglia con se stesso sarà vinta al prezzo di grandi sofferenze, ma gli frutterà anche grandi ricompense: la scoperta, o riscoperta , di persone che ricopriranno un ruolo chiave nella sua vita, che lo aiuteranno a definirla e a definirsi alla luce del loro affetto e sostegno. Come l'amica d'infanzia Benedetta, da sempre complice, che si rivelerà tale anche nelle esperienze più coraggiose, senza che il suo appoggio venga mai meno. E, anche se in un più complesso gioco di luci ed ombre, anche Veronica, che da ragazza-schermo di dantesca memoria si rivela essere il dolce sogno irrealizzabile di un amore convenzionale del protagonista, per poi divenirne un qualche modo la "donna angelo" portatrice di una grazia e un amore diversi ma non per questo meno preziosi e sinceri. Per proseguire con gli echi della Divina Commedia, che ruolo riservare alla sorella Agnese se non quello del Virgilio a cui l'anima errante si rivolge per prima come confessore e guida? La forza della saggezza in grado di percorrere al suo fianco una strada ardua e dolorosa, una maturità conquistata con la sofferenza a cui Walter affida i suoi passi incerti. Anche quando disperso in una selva oscura di dubbi e disperazione, Walter non cammina da solo: il suo viaggio è difficile, in certi punti si troverà a discendere nei propri personalissimi "abissi infernali" con tanto di ombre spettrali che getteranno ulteriori paure sulla sua strada; ma sa che, protetto dalle sue tre donne , infine riuscirà a raggiungere il Paradiso cui anela. Michela Tafelli
9788889874189.jpg Autore: Virginia Lafronza Editore: Terre sommerse Prima edizione: 04/2007 Edizione corrente: 04/2007 EAN-ISBN: 9788889874189 Pagine: 56 Dimensioni: 15x21 cm Prezzo di copertina: 10,00 Euro Argomento: Poesia
Descrizione Poesia che arricchisce la quotidianità di un vissuto, nell'alternarsi di immagini vecchie e nuove che si trasformano in un unico ricordo sempre presente a se stessi. Una domanda che emerge tra righe: è la poesia che nobilita la propria esistenza o è la nostra vita che fa diventare nobili le parole con cui ci raccontiamo? Note biografiche È il libro che parla dell'autrice. .
Biologia di un sacramento 9788895708157.jpg Autore: Rita Gianotti Editore: Midgard Editrice Prima edizione: 05/2008 Edizione corrente: 05/2008 EAN-ISBN: 9788895708157 Pagine: 50 Prezzo di copertina: 8,00 Euro Argomento: Religione e Storia delle Religioni Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione Maschio e femmina lo creò è un saggio di Teologia ben articolato e di gradevole lettura. L'autrice approfondisce in maniera scientifica e filosofica le basi del matrimonio cristiano e il suo intrinseco valore, in ogni tempo. Note biografiche Rita Gianotti, insegnante e teologa diplomata presso la scuola Leone XIII° di Monte Morcino (PG) .
9788889874295.jpg Autore: Maria Grazia Sciotti Editore: Terre sommerse Prima edizione: --/2007 Edizione corrente: --/2007 EAN-ISBN: 9788889874295 Pagine: 31 Dimensioni: 15x21 cm Prezzo di copertina: 10,00 Euro Argomento: Poesia
Descrizione La raccolta di poesie Di Maria Grazia Sciotti, vuole essere una dedica alla sua famiglia e a tutte le persone che le vogliono bene "Gli occhi" che saranno anche gli occhi di chi legge. Note biografiche Maria Grazia Sciotti, nata a Peschici in provincia di Foggia, il 1 maggio 1956, ha vissuto fino all'età dei sei anni a Mogadiscio, in Africa, poi a Genova fino ai dieci anni dove trascorre un'infanzia felice. In seguito si trasferisce a Pescara dove durante l'età adolescenziale frequenta il Liceo artistico respirando tutta l'aria sessanttottina; dopo il diploma arriva a Roma dove intraprende la carriera di fotoritoccatrice. Nel 2002 si ammala di leucemia e questa dopo svariate disavventure sarà la battaglia più dura della sua vita e sensibilizzerà radicalmente la sua vena artistica accostandola sempre di più alla poesia e ai dipinti. Estratto I miei occhi I miei occhi saranno anche i vostri e guarderanno la potenza delle onde con rabbia sbattere e saziarsi di candida schiuma. Si poseranno per cogliere l'attimo dello sbocciare di un fiore, una goccia di pioggia posarsi sul tutto, i miei occhi saranno i vostri e si sorprenderanno nello sguardo dei bimbi. I miei occhi saranno anche i vostri e non ci sarà giorno che non si illumineranno nel pensarvi. .
9788889348093.jpg Archivio NuoviLibri.It Autore: Leonardo da Vinci Editore: casa editrice il catamarano Prima edizione: --/2007 Edizione corrente: --/2007 EAN-ISBN: 9788889348093 Pagine: 40 Prezzo di copertina: 4,00 Euro Argomento: Arte, Pittura e Scultura, Classici Antichi, Libri per Bambini e Ragazzi Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione Scienziato, artista, ingegnere, alchimista, scrittore. Leonardo Da Vinci ci ha regalato una tale quantità di opere, di idee, ma anche di misteri, da farcelo diventare modello imprescindibile in ogni manifestazione dello spirito umano. Tra le innumerevoli opere letterarie e scientifiche conservate nei famosi codici leonardeschi, si trovano molti aforismi, apologhi, brevi racconti e favole morali. La selezione di favole che pubblichiamo con questo libro-cartolina spedibile, della collana GiraVolte, ci presenta topi, donnole, formiche e alberi parlanti che furbi, invidiosi o superbi subiscono lo smacco del loro vizio. Sono quindi un significativo esempio della capacità di Leonardo di parlare di temi universali con un linguaggio ricco e pungente. Alla versione originale abbiamo voluto associare una versione in italiano moderno curata da Simona Magnini e Antonello Morea, in moda da rendere il messaggio accessibile a un numero maggiore di lettori. Le illustrazioni sono dell'artista Paolo Carosone, che le ha realizzate in autocad, quasi a voler testimoniare l'estrema modernità delle classicissime favole del geniale Leonardo. I libri della collana GiraVolte sono richiudibili attraverso la bandella della copertina e, affrancati con un francobollo da 1,50 euro, possono essere spediti per posta prioritaria in tutta Italia. Note biografiche Leonardo da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 Castello di Clos-Lucé, 2 maggio 1519) è stato un grande artista e scienziato italiano. Uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento italiano, incarnò in pieno lo spirito universalista della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza. Fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, matematico, anatomista, musicista e inventore, ed è considerato uno dei più grandi geni dell'umanità. (da wikipedia) .