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Articoli e recensioni dal mondo
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  Wed, 01 Oct 2008 22:39:32 +0200
In molti, alla partenza del nuovo progetto tre anni fa, hanno storto il naso. In tanti invece, si sono ricreduti: i Queen, ovvero Brian May e Roger Taylor, sono più vivi che mai, e continuano a regalare emozioni. Nonostante l’assenza incolmabile di Mercury e l’esilio volontario di Deacon. Del resto non esiste una sola buona ragione che costringa questi due splendidi sessantenni a rimanere a casa: c’è il talento, c’è la voglia, c’è l’adenalina. E dopo un nuovo album in studio, registrato insieme a Paul Rodgers, arriva anche The Cosmos Rocks Tour 2008: una valanga di date sold out in mezzo mondo. Tra arene e piazze, stadi e palasport, e con un pubblico vario per estrazione ed età. Al concerto di Roma dello scorso 26 settembre, era possibile incontrare adolescenti e cinquantenni, in fila dal primo pomeriggio per un posto in transenna. Trentenni ed intere famiglie. Un mito, quello dei Queen, che a quasi vent’anni dalla scomparsa di Freddie Mercury continua a fare proseliti. Una forza e un’energia, quella di May e Taylor, che raramente è possibile incontrare nei nuovi gruppi pop e rock. Per due ore e mezzo, guidati dall’incredibile voce di Paul Rodgers, i Queen emozionano, entusiasmano, commuovono. E poprio a Rodgers va l’applauso più grande: non era affatto facile subire un confronto così ingrato, eppure dopo tre anni la sua popolarità è più grande che mai. Un vero showman, un grande artista, Rodgers ha saputo mettere la sua anima e lasciare la sua impronta, il suo stile anche nel repertorio dei Queen. Presenza scenica notevole e una voce come poche, gli hanno permesso piano piano di farsi amare anche dai fans di vecchia data. Brian May ha sempre la sua Red Special, suonata con una moneta da sei pence, e l’entusiasmo di un ragazzino. Roger Taylor sembra non avere più il fisico da batterista, invece impressiona e non perde una sola battuta. Dall’interminabile apertura con Surf’s up school’s out dal nuovo album, alla chiusura con l’immortale We are the champions, è un continuo crescendo di emozioni: guardarsi intorno, tra la folla, fa venire la pelle d’oca. La consapevolezza dell’ultimo brano, quello che segna la fine di una magica serata, fa invece venire il magone. Questi sono i Queen, signore e signori, e non importa quanto storcerete il vostro naso: loro ci sono.
  Sun, 21 Sep 2008 13:31:21 +0200
Nella splendida cornice fiorentina del Mandela Forum, è la Lube Banca Marche a conquistare il primo trofeo stagionale. Battendo 3-0 i campioni d’Italia dell’Itas infatti, i marchigiani mettono in bacheca la Tim Supercup 2008, grazie ad un Matteo Martino subito in palla e al solito Valerio Vermiglio, premiato miglio palleggiatore. La prima uscita ufficiale della nuova stagione è firmata biancorosso: la Lube Banca Marche vince la Tim Supercup, e all’Itas Diatec non resta che arrendersi. Un primo set tiratissimo, che vede i campioni d’Italia arrendersi solo sul 34-36, a cui seguono due 19-25 che dimostrano quanto Macerata abbia messo il turbo. Protagonisti della serata, andata in scena a Firenze, Jan Snippe premiato MVP, Matteo Martino con 14 punti e Valerio Vermiglio, al quale è andato il premio Memorial Mattioli per il miglio palleggiatore. L’orchestra di Fefè De Giorgi esordisce nel migliore dei modi quindi, nonostante l’infortunio di Omrcen sul terzo set che manda in campo Bartoletti. I biancorossi possono alzare un nuovo trofeo, la seconda Supercoppa della loro storia, e presentarsi già vincenti ai nastri di partenza del 64° campionato di serie A. Saranno gli avversari di Trento a tagliare il nastro della nuova stagione, nell’anticipo di sabato contro la neopromossa Yoga Forlì, mentre il primo posticipo vedrà Modena scendere sul campo di Montichiari lunedi sera. Il sipario si è alzato, buon divertimento! ITAS DIATEC TRENTINO – LUBE BANCA MARCHE MACERATA 0-3 (34-36; 19-25; 19-25) ITAS DIATEC TRENTINO: Kaziyski 18, Birarelli 4, Zygadlo, Della Lunga 2, Grbic 1, De Paola, Garcia Pires Ribeiro 13, Bari (L), Stefanov 9, Piscopo. Non entrati Leonardi, Winiarski. All. Stoytchev Radostin. LUBE BANCA MARCHE MACERATA: Lebl 5, Giovi (L), Vermiglio 2, Bartoletti 3, Snippe 9, Martino 14, Monopoli, Corsano (L), Omrcen 19, Swiderski 3, Podrascanin 9. Non entrati Saraceni. All. De Giorgi Ferdinando. ARBITRI: Gianni Bartolini, Paolo Barbero. NOTE Spettatori 2780, durata set: 43', 20', 50'; tot: 113'. (fonte dati e foto: Lega Pallavolo Serie A)
Si è concluso domenica 7 settembre al Grinzane Festival il tour “Solo Piano” di Morgan, che l’ha portato freneticamente in giro per la penisola in questa lunga estate 2008: tra locali e piazze, passando persino per prati e vallate. Sembrerebbe l’ultima data del Solo Piano: Morgan, Marco Castoldi per l’anagrafe, chiude incantando l’ennesima piazza, quella di Costigliole D’Asti, che ospita lui e il Grinzane Festival 2008. Ad accoglierlo, un pubblico attento (a tratti forse anche troppo), un alito di vento e una temperatura decisamente settembrina. Morgan sale sul palco come sempre elegantissimo, giacca e papillon e scarpe di vernice nera. Ad attenderlo un lucido pianoforte a coda, che si lascerà accarezzare e maltrattare per un’ora e mezza. Tante splendide cover nella scaletta assolutamente improvvisata, dai Queen a Sergio Endrigo, passando per De Andrè e Umberto Bindi. L’aria un po’ stanca, per le tante date alle spalle in due tour paralleli (solo e con i Bluvertigo), ma una gran voce che si scalda con l’incedere dei pezzi. Morgan regala momenti di rara intensità, come l’esecuzione di Il suonatore Jones di De Andrè, ma anche di grande ironia, come quando si fa passare un cellulare dal pubblico per eseguirne la suoneria. Dai suoi album esegue l’allegra Animali Familiari, e le intensissime Me e Demoni nella notte. La location amplifica il suono del pianoforte in modo naturale, l’acustica è quasi perfetta, le esecuzioni sono suggestive, emozionanti. Un talento indiscusso, che si fonde con lo strumento: Morgan al piano da il meglio di se, sempre. Il tempo trascorre in fretta, troppo: l’artista lascia la scena, viene acclamato, torna per i bis. Parte del pubblico si assiepa già al lato del palco nella speranza di strappare una foto o un autografo. La chiusura con l’ennesima splendida interpretazione de Il nostro concerto, e on stage restano fogli e spartiti, sparpagliati dal vento e da Morgan che li lancia in aria prima di uscire definitivamente. Novanta minuti di arte e spessore, di incanto, di meraviglia. Restano ancora due date, in compagnia di Megahertz e dell’Aukso Polish Philharmonic Orchestra che, c’è da scommetterci, saranno piene di sorprese.
Alla fine non ce l’hanno fatta: i nostri azzurri, del maschile e del femminile, sono tornati a casa senza nemmeno un podio. Grande flop quello delle ragazze partite favorite, e poi spente ai quarti: per loro un quinto posto finale e tanta delusione. La stessa delusione portata a casa dai ragazzi di Anastasi, approdati in semifinale tra infortuni a catena e problemi di salute. Per loro un quarto posto e tanti rimpianti: se la fortuna avesse girato un po’ di più, si poteva senz’altro andare a medaglia. Ma pesano, su questo risultato, le esclusioni forzate di Corsano e Fei prima, e Mastrangelo poi (infortunatosi ben due volte!), e qualche decisione più o meno condivisibile del CT. Ci chiediamo ancora oggi, infatti, perché uno come Zlatanov debba restare in panchina anche dopo 29 punti messi a segno contro i cinesi. Comunque è andata, lunedi anche gli ultimi atleti della spedizione azzurra hanno fatto rientro in patria, e per la pallavolo è già tempo di pensare al campionato che scatta il 28 settembre con la prima giornata di regular season. Molte le novità di quest’anno, dall’esclusione del Lazio nella massima serie per la prima volta in dodici anni, con Latina retrocessa e Roma autoesiliatasi, allo spostamento di Taranto a Martina Franca, con la squadra più competitiva che i pugliesi abbiano mai avuto negli ultimi anni. Difficile prevedere chi si porterà al vertice e chi lotterà per la salvezza: mai come quest’anno l’equilibrio la fa da padrone, con squadre consolidate dallo scorso anno e compagini totalmente nuove ma piene di elementi forti. L’unica predestinata alla retrocessione pare essere Pineto, che giocherà per aver acquisito i diritti dell’altra grande meteora Milano. Tutti ai nastri di partenza quindi, per un campionato senza turni infrasettimanali e date compresse: lungo, avvincente e combattuto. Buon divertimento.
Dopo il ko inesorabile subito dagli Stati Uniti, l’Italia di Anastasi ritrova la vittoria con il Venezuela: un 3-0 netto, ma che vede la squadra dimezzarsi per infortunio. In campo all’alba italiana: Anastasi è costretto, per un controverso regolamento FIVB non interpretato dagli arbitri, a schierare nuovamente Paparoni come libero, mentre Corsano indossa la divisa azzurra come i suoi compagni. Zlatanov di nuovo in panchina (l’unico efficace nella brutta caduta con gli USA, e continuiamo a non capire), in campo Cisolla e Martino fin dall’inizio. Ai box resta fermo anche Mastrangelo, per una tendinite al ginocchio, e al centro vanno Bovolenta e Birarelli. Il gioco è fluido, la partita (e l’avversario) agevole, ma nonostante il risultato netto le brutte notizie cadono a pioggia: Fei cade male da un muro e si procura una distorsione alla caviglia sinistra. Esce in carrozzella, ma i successivi accertamenti diranno che si tratta “solo” di una distorsione. In campo va Gavotto e non delude, ma l’ennesima tegola della giornata arriva dritta in testa ai nostri azzurri: sul finire del terzo set, Birarelli si accascia in panchina per un lieve malore. Centrali finiti, e il CT è costretto a mandare in centro Zlatanov per le ultime battute: Hristo mette giù un muro anche da qua. L’Italia tornerà in campo sabato mattina alle 8.30 italiane, contro l’ostica Bulgaria. Potrebbe essere il match decisivo per entrare nei quarti, ma si spera che arrivino presto buone notizie. Se la FIVB non permetterà a Corsano di rientrare, Anastasi sarà a corto di schiacciatori di banda. Per Fei nessuna prognosi prima di 48/72 ore, quindi difficilmente sarà di nuovo in campo per le partite del girone, mentre si spera che Birarelli e Mastrangelo possano recuperare in fretta, o Zlatanov dovrà obbligatoriamente finire al centro. Da segnalare la brutta stecca della Rai: va bene le finali di nuoto, ma non avendo nessun azzurro in gara sarebbe stato “carino” dare almeno degli aggiornamenti sul risultato della partita, invece nulla. Nei tempi morti tra una gara e l’altra, inutili collegamenti con telecamere esterne parlando del tiro a volo, disciplina non coperta dalla tv… (foto: yahoo! sport)
  Wed, 13 Aug 2008 02:28:27 +0200
Appello di Morgan, lanciato tramite il suo myspace ufficiale: due hard disk pieni di lavori incompiuti, e inediti, sottratti dal suo baule nell'ultimo viaggio. "Mi avete sottratto la statua, ora le mie mani girano a vuoto". Lo riportiamo qui sotto, il messaggio integrale che Morgan ha lasciato in bacheca poche ore fa, tramite la sua pagina personale di myspace. Lo riportiamo sperando che, di voce in voce, l'appello arrivi anche ai ladri, e che il maltolto possa presto tornare a casa... Perchè? Qualche stronzo mi ha rubato due hard disk nel viaggio da napoli a riccione. Erano nel baule in una valigetta-fly case metallica. In quei dischi (uno era il back-up dell'altro- coglione io) c'era il mio lavoro degli ultimi sei mesi, brani inediti, registrazioni di concerti, files video che erano sbobinature di antichi super-8, c'era persino tutto il materiale scritto tra i 14 e i 17 anni che da tape avevo trasferito su disco. e poi la voce di padre. ma soprattutto mi avvilisce che quelle idee-provini, specie le sequenze MIDI, fossero tutti lavori non finiti, work-in-progress. sono in lutto. dovrò ricominciare tutto daccapo. ora dico a chi ha compiuto questo eroico gesto: FACCI QUEL CAZZO CHE VUOI COL MATERIALE, COMMERCIALIZZALO, CERCA DI LUCRARE, OPPURE FAI DEL TERRORISMO IN RETE, FAI TUTTO CIò CHE TI DIVERTE MOLTO, MA TI PREGO, COPIA IL CONTENUTO E RIDAMMI I MIEI LAVORI CHE COSì LI POSSO CONCLUDERE. MI HAI SOTTRATTO LA STATUA MENTRE LA STAVO FACENDO E LE MIE MANI (E LA TESTA) ORA GIRANO A VUOTO. morgan
La nazionale maschile di Andrea Anastasi era partita bene in queste Olimpiadi: una vittoria più netta di quanto non dica il risultato, 3-1 al Giappone con una sola distrazione nel terzo set. In campo la diagonale Vermiglio-Fei, al centro Mastrangelo e Birarelli, in banda Paparoni e Cisolla (e non si spiega come mai Zlatanov, che è il miglior attaccante italiano, non sia titolare). Il libero è Mirko Corsano, che forse complice un ginocchio non proprio in forma, continua a mostrare un rendimento altalenante come in World League. L’esordio comunque è buono, l’Italia appare compatta e motivata, e incassa i primi punti del girone. Stamattina, all’alba italiana, brutto schianto con gli Stati Uniti: in campo la stessa formazione di lunedi, ma molte difficoltà in più. Gli USA hanno un gioco veloce e vario, la valanga di muri dati ai nipponici è solo un ricordo, gli azzurri vanno sempre sotto. Verso la fine del primo set, finalmente Anastasi manda in campo Zlatanov per uno spento Cisolla, e alla fine sarà proprio lui l’unico a salvarsi dall’ecatombe statunitense. L’Italia vince per un pelo, 26-24, ma il secondo set inizia con una novità che è una brutta sorpresa: il ginocchio di Corsano ha detto basta, il libero è Alessandro Paparoni. Gli schiacciatori sono Zlatanov e Cisolla, presto rimpiazzato da Matteo Martino, invariati centrali e alzatore. La soluzione proposta dal CT non funziona in nessun modo: Paparoni, con la casacca da libero, sembra non essere assolutamente a suo agio. Molte “finte” nelle zone di conflitto con gli altri ricevitori, nullo in difesa. Ad andare in palla è tutta la squadra: i centrali non prendono un muro, gli attaccanti ne subiscono troppi. Fei è impreciso e incostante, Vermiglio non riesce più a leggere il gioco. Dalla panchina entrano Meoni e Gavotto, che fanno vedere cose buone ma ormai il risultato è compromesso, e il set va agli americani. Nel terzo set le formazioni di partenza sono invariate. A tratti Anastasi inserisce anche Bovolenta, ma senza ricezione e con Vermiglio in giornata no c’è ben poco da fare. Il resto è una passeggiata americana sulle ceneri della Nazionale che aveva debuttato lunedi. Rimane da chiedersi perché non si è tentato il gioco senza libero (con Bovolenta e Mastrangelo al centro sarebbe anche fattibile), o perché nel terzo set la casacca rossa non sia passata a Cisolla, che in attacco non riusciva a mettere a segno un solo colpo. Comunque il girone è ancora lungo e la qualificazione non è, per il momento, compromessa. Anche se da oggi in poi gli Azzurri non potranno più permettersi passi falsi.
Torna, per la sua XIII edizione, il festival Grinzane Cavour: dal 29 agosto al 7 settembre, la manifestazione itinerante di cultura e spettacolo realizzata dal Premio Grinzane Cavour, d’intesa con l’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, con la collaborazione delle Amministrazioni delle località sedi della manifestazione, della Fondiaria SAI, del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della Nascita di Cesare Pavese e della Fondazione Cesare Pavese. Si avvale inoltre della direzione artistica di Arnaldo Colasanti e della collaborazione artistica di Luciano Nattino e di Assemblea Teatro. Anche quest’anno saranno molte le località che ospiteranno la rassegna: Bene Vagienna (CN), Cortanze (AT), Costigliole d’Asti (AT), Dogliani (AT), Magliano Alfieri (CN), Moasca (AT), San Benedetto Belbo (CN), Santo Stefano Belbo (CN) e, per la prima volta, San Marzano Oliveto (AT). Un ricco programma di musica, letteratura e spettacolo, che vedrà la partecipazione di numerosi ospiti, tra i quali Morgan, Shel Shapiro, Enrica Bonaccorti e l’Orchestra di Porta Palazzo. “È la tredicesima estate del Grinzane Festival – spiega Gianni Oliva, Assessore regionale alla cultura – una piena adolescenza che si ripropone anche dal titolo Riso amaro. Comicità italiane. Gioco di sensi e di significati in cui si ritrovano ancora una volta le mille sfaccettature di una terra che sa ridere di se stessa, che sa guardare oltre le montagne e verso il mare, che sa mescolare sapori e colori, suoni antichi e nuove parole di memoria e tradizione”. Concerti, reading e premiazioni che saranno contornati, come sempre, dalla degustazione dei prodotti tipici piemontesi, e che quest’anno vedrà nascere due giornate post-festival dedicate a Cesare Pavese, in occasione del Centenario della sua nascita. Tutte le informazioni e il programma della manifestazione sul sito ufficiale www.grinzane.it.
  Fri, 01 Aug 2008 12:34:33 +0200
Itinerari musicali alla scoperta di suoni antichi RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ORGANISTICA AGOSTO 2008 - XXVII CICLO I CONCERTI DEGLI AMICI DELL’ORGANO
Al via sabato 2 agosto a Chiavari, nella cattedrale di N.S. dell’orto, la Rassegna di Musica Organistica giunta al XXVII ciclo di concerti nelle più belle chiese della provincia di Genova, che ospitano importanti organi d’epoca sapientemente restaurati. Nove appuntamenti organizzati da Luisella Ginanni Traverso tra i fondatori ed ora presidentessa dell’Associazione Musicale Amici dell’organo di Genova. La manifestazione è stata realizzata grazie alla sensibilità e al contributo della Compagnia di San Paolo, della Provincia di Genova e finanziata con fondi delegati dalla Regione Liguria. La Rassegna di Musica Organistica, è da considerarsi l’unica nel suo genere; risale al 1979 ed ha il merito di aver portato Genova ed il Tigullio alla costruzione di nuovi organi e a continui restauri di strumenti antichi, secondo i più elevati standard europei. Questi organi, costituiscono un patrimonio culturale di importanza rilevante per quanto riguarda le tradizioni artistiche locali, poiché presentano caratteristiche stilistiche e sonore che li distinguono nettamente dalle realizzazioni di autori coevi operanti in altre regioni italiane. Caratteristica fondamentale della rassegna è la scelta della programmazione musicale mirata ad esplorare l’intero spettro della letteratura organistica europea scegliendo, per ciascun concerto, il repertorio più idoneo alle sonorità e alle caratteristiche tecnico-foniche dei vari strumenti, permettendo così di far conoscere al pubblico genovese la ricchezza espressiva dei vari stili e dei differenti generi musicali. Patrocinata dalla Provincia di Genova, dalla Regione Liguria e da tutti i comuni ospitanti, Chiavari, Casarza Ligure, Santa Margherita Ligure, Sori, Rapallo, Sestri Levante, dall’Istituto Diocesano G.B. Campodonico di Chiavari e gode del contributo della Compagnia di San Paolo. Breve storia Precedentemente alla nascita della rassegna vigeva lo storico assoluto divieto di tenere concerti nelle chiese genovesi posto a quel tempo dal Cardinale Siri. Pertanto, la conoscenza della musica organistica nel capoluogo ligure e in provincia era scarsamente diffusa. Conseguentemente, gli stessi strumenti erano trascurati sia per ciò che riguardava la manutenzione ordinaria sia il restauro. Il divieto di eseguire musica a livello concertistico con l’organo venne aggirato in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anno di fondazione dell’istituto Diocesano di Musica Sacra nella cui sede esisteva una sala dotata di un organo. Il 17 gennaio del 1979 prese il via la prima stagione di “Concerti d’Organo a Genova”. L’anno successivo, prese avvio anche una ulteriore serie annuale di concerti realizzati nella riviera di levante ove, grazie all’appartenenza della quasi totalità del territorio alla Diocesi di Chiavari, fu possibile sin dal primo momento operare nelle chiese, in piena collaborazione di intenti con l’Istituto Diocesano di Musica “G.B.Campodonico”. Da un punto di vista storico le chiese del Tigullio presentavano una ricchezza di importanza rilevante dovuta al fatto che, proprio a S.Margherita L., durante tutto il XVIII secolo aveva prosperato una fiorente scuola organaria, ad opera della famiglia Roccatagliata dalla cui bottega uscirono numerosi strumenti che andarono ad arricchire, in primo luogo, molte chiese e oratori della zona. Dopo una decina di anni la Curia genovese cominciò a concedere il permesso per svolgere i concerti nelle chiese. La manifestazione divenne sempre più a carattere internazionale e potè giovarsi della presenza di artisti provenienti dalla Germania ed altri paesi europei. Grazie all’impegno profuso negli anni, l’Associazione “Amici dell’Organo” ha organizzato a Genova il Primo Festival Organistico Europeo, inserito nelle manifestazioni ufficiali attuate nel quadro di “GeNova 04” capitale europea della cultura. Ingresso libero Per informazioni: www.amiciorganogenova.org Sabato 2 Agosto – Ore 21,15 Chiavari – Cattedrale Di N.S. Dell’orto Piazza Nostra Signora Dell'Orto, 15 Organista Davide Merello Organo Marin (1969) Musiche J. S. Bach, J. L. Krebs, F. Mendelssohn Bartholdy Lunedì 4 Agosto – Ore 21,15 Sestri Levante – Chiesa Di S.Antonio Via Sertorio, 12 Organista Heinrich Walder Organo Brondino Vegezzi Bossi (1995) Musiche J. S. Bach, R. Schumann, F. Mendelssohn Bartholdy, Max Reger, Charles-Marie Widor Mercoledì 6 Agosto – Ore 21,15 Chiavari – Cappella Del Seminario Vescovile Piazza Nostra Signora dell'Orto 8 Organista Christopher Stembridge (Gb) Organo Agati (1840) Musiche Anonimi inglesi (1540 ca.), Hugh Aston, W. Byrd, J. Bull, C. Erbach, G. Frescobaldi, D. Buxtehude, W. Domenico Scarlatti, G. F. Haendel Giovedì 7 Agosto – Ore 21,15 Sori – Oratorio Di S.Erasmo Organista Giovannimaria Perrucci Organo Anonimo Ligure (XVIII Sec.) Musiche B. Pasquini, D. Scarlatti, J. C. F. Fischer, A. Vivaldi, D. Zipoli, Anonimo (sec. XVIII), F. Provesi Sabato 9 Agosto – Ore 21,15 Rapallo – Oratorio Dei Bianchi Vico della Rosa Organista Paolo Venturino (I) Organo Roccatagliata (1779) Musiche C. Merulo, G. Frescobaldi, J. P. Sweelinck, J. J. Froberger, J. Pachelbel, D. Buxtehude, P. G. Sandoni, Anonimo pistoiese (sec. XVIII) Martedì 12 Agosto – Ore 21,15 S. Margherita Ligure – Oratorio Di S. Bernardo Piazza San Bernardo Organista Gerhard Gnann Organo Roccatagliata (1789) Musiche F. J. Haydn, G. Frescobaldi, C. Antegnati B. Pasquini, F. J. Haydn, F. Correa de Arauxo, Sor Maria Clara (1700 ca.), F. J. Haydn, J. P. Sweelinck, J.Pachelbel, J. C. Kerll, J. H. Knecht Mercoledì 13 Agosto – Ore 21,30 Riva Trigoso – Chiesa Parrocchiale Via C. Colombo, 105 Organista Luisella Ginanni Organo Tronci (1896) Musiche Agostino Romagnoli, Dal manoscritto del Conservatorio “N.Paganini” di Genova: Anonimo genovese (sec. XVIII), Antonio Tasso (sec. XVIII), Suor Maria Eletta Pierandrei (sec. XVIII), G. Buccioni, G. Rigogli (sec. XVIII), Luigi Vecchiotti Venerdì 15 Agosto – Ore 21,15 S.Margherita Ligure - Chiesa Di Nozarego Via Marina d'Italia, 2 Organista Juan De La Rubia Organo Roccatagliata (1775) Musiche A. de Cabezón, S. Aguilera de Heredia, P. Bruna, J. de la Rubia, F. Correa de Arauxo, J. B. Cabanilles, J. de la Rubia Improvvisazione Sabato 16 Agosto – Ore 21,15 Bargone (frazione di Casarza Ligure) Chiesa Di S. Martino Si inaugura l’organo dopo il restauro effettuato dalla ditta Vegezzi Bossi di Centallo condotta tra il 2005 e il 2007. Organista Enrico Viccardi Sopranista Paolo Gazzano Organo Buzzoni (184..) Musiche T. Albinoni, J. Rosenmüller, G. F. Händel, G. F. Sances, D. Zipoli, C. Monteverdi, A. Marcello, G. Gherardeschi, G. Morandi
PILAR vince l’VIII edizione del Premio Lunezia Giovani Autori Ilaria Patassini, in arte Pilar, interprete ed autrice romana vince la VIII edizione del Premio Lunezia Giovani Autori 2008, sezione dedicata agli artisti emergenti diretta da Loredana D’Anghera. A decretarne la vittoria una giuria di esperti e addetti ai lavori, Marcello Balestra della Warner Music Italia, partner ufficiale della manifestazione, Claudio Ferrante della Carosello, Valentina Puleio della Target; giornalisti musicali, Mario Luzzato Fegiz del Corriere della Sera, Dario Salvatori; speaker radiofonici, Paola De Simone di Radio InBlu ed operatori del settore, Cristiana Merli di Radio Due Rai, Pepimorgia Direttore artistico del Comune di Sanremo, dott.ssa Maria Cristina Locori dell’Ufficio Organizzazione Eventi della Siae, dott. Stefano Torossi dell’Imaie. Nella musica di Pilar, convergono la canzone d’autore, echi di musica popolare e l’interplay del jazz, con un utilizzo della voce che unisce l’interpretazione a un uso della vocalità prettamente strumentale. Pilar ha all’attivo importanti collaborazioni, sia nel teatro che nell’ambito delle colonne sonore, come per esempio quella con Louis Siciliano per il film “Io, l’altro” prodotto da Roul Bova. Si è esibita in importanti rassegne come Villa Celimontana e presso La Casa del Jazz, con la Dino e Franco Piana Jazz Orchestra. Nel 2007 pubblica il suo primo album Femminile Singolare (scritto con Franco Piana e Fabio Stassi), risultando finalista del Premio Tenco per la Targa Miglior Opera Prima. Vince nello stesso anno il Primo Premio e la Targa della Critica per Musicultura XVIII. Ha partecipato alla rassegna Generazione X duettando con Simone Cristicchi all’Auditorium Parco della Musica di Roma e alla serata Omaggio A Gabriella Ferri duettando con Francesco di Giacomo. E’ stata ospite quest’anno di La Repubblica al teatro Palladium di Roma per Roma Repubblica Rock. Il 2008 l’ha vista finalista già al Premio Bindi, attualmente è in finale al Premio Bianca d’Aponte, prestigioso concorso per cantautrici che si svolgerà in autunno ad Aversa. Attualmente sta lavorando alla realizzazione del suo secondo album.