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AI Storia Forum. Forum Storia
AI Storia. Forum di storia, storia militare, storia del pensiero, storia della scienza e di tutte le discipline umanistiche. Forum per discutere di storia, filosofia e religioni
 
Vi segnalo l'articolo di Francesca R. Paolillo su AI Storia Blog. L'articolo è un'introduzione alle feste religiose pubbliche che avevano luogo nell'antica Roma. E' stata inserita anche una breve bibliografia. Possiamo commentare l'articolo in questa sede. Feste pubbliche nel calendario romano. Introduzione (http://storia.archeologia.com/blog/30/feste-pubbliche-nel-calendario-romano-introduzione/approfondimenti/)
  Sun, 31 Aug 2008 13:12:17 +0200
Mi presento mi chiamo Massimo sono capitato in mezzo a voi per caso. Ho apprezzato il vs. contenuto e ho pensato di poter contribuire ma sopratutto di poter approfondire alcuni aspetti della storia legati alla mia terra : la Sardegna . Sono infatti molto affascinato dalle nostre tipiche costruzioni (nuraghi) , cosi emblematiche e sconosciute e dunque misteriose . Dei loro abitanti non si sa quasi nulla poiche, si dice ,non conoscevano la scrittura . Chissa'.......................
  Fri, 29 Aug 2008 12:55:55 +0200
Il “fuoco greco” fu quasi certamente l’arma più potente di cui gli arsenali dell’Impero Bizantino potessero disporre ma risulta oggi una delle poche di cui non si conoscono con certezza le modalità d’uso, né quelle di costruzione. Le uniche testimonianze pervenuteci sono delle illustrazioni presenti in alcuni codici bizantini: si trattava di una sorta di “lanciafiamme” rudimentale, in uso sulle imbarcazioni, capace di colpire e infuocare il fasciame delle navi nemiche. La cosa più eccezionale era, non tanto il supporto (prima una sorta di trabocco o di petriera adattato ai dromoni, poi un particolare cannone) già di per sé innovativo, ma ciò che esso emetteva, infatti sia secondo fonti bizantine che di straniere (arabe, pisane ecc.) lo strano “proiettile” era in grado non solo di dar fuoco alle imbarcazioni con estrema facilità, ma anche di continuare a ardere sull’acqua. Si dice anche che fosse impossibile spegnerlo e che l’acqua sembrasse alimentarlo. Un’arma quindi dal potere straordinario per l’epoca, che persino gli arabi impararono a temere dopo il rovinoso esito del secondo assedio di Costantinopoli (717-718 d.C.), terminato con la vittoria da parte dei bizantini proprio grazie all’utilizzo del fuoco greco. L’invenzione del fuoco greco si deve quasi certamente agli artiglieri bizantini, ma si tratta solo dell’ultimo anello di una “ricerca” portata avanti in oriente dai tempi dell’antico Impero Persiano e continuata da altri popoli tra cui i Greci dell’Asia minore, che non ha mai coinvolto i popoli occidentali, compresi i Romani, che la giudicavano priva di particolare interesse. Questa storia è quindi legata ad alcuni dei primi esperimenti condotti dall’uomo sugli idrocarburi, in particolare sul petrolio, già utilizzato agli albori della civiltà in Mesopotamia. Si parla dell’utilizzo bellico di sostanze infiammabili infatti già durante le guerre persiane, sia durante la conquista della Grecia da parte di Roma (che chiamava la nafta “olio di Media”). Altre testimonianze sono quelle di Giulio Africano (IV secolo d.C.), che offre una formula per la preparazione di un “fuoco automatico” a base di nafta, zolfo, e pirite. Quella di Giulio Africano è l’unica testimonianza sulla preparazione del fuoco greco (o di qualcosa di simile) giunta fino a noi, infatti come si sa esso fece la fortuna dell’Impero Bizantino che, lungi dal rivelare i suoi segreti militari, impose il silenzio su tutto ciò che lo riguardasse (tranne che sulle illustrazioni, fortunatamente per noi). Esistono diverse ipotesi circa la composizione della miscela utilizzata. In una, fra le più accreditate, si parla di una miscela contenente, oltre alla nafta (la cui presenza ritengo scontata), salnitro, e calce viva. Sarebbe proprio questa a far si che l’acqua non possa spegnerlo, infatti la calce viva (ossido di calcio, CaO) è altamente igroscopica, cioè ha una eccezionale capacità di assorbire l’umidità dell’ambiente, in modo tale da mantenere inalterato il punto di infiammabilità della miscela. Per quanto riguarda lo strumento di lancio del liquido infiammabile, alcune fonti straniere parlano di una balista petriera, ma anche su questo non si hanno certezze, dato che le poche fonti bizantine (naturalmente più accreditate), menzionano un meccanismo diverso, più simile ai moderni lanciafiamme, composto da un tubo in bronzo (il cannone già menzionato) con una sorta di otre sistemato dalla parte opposta alla bocca da fuoco, che veniva riempito con la miscela, successivamente incendiata, e pressato per farla fuoriuscire. Questa è l’ipotesi più verosimile, ma così la sua gittata sarebbe stata troppo corta per permettere alla nave attaccante di rimanere incolume. J. Hurdon e M.Byrne, hanno ipotizzato l’uso di caldaie per riscaldare la miscela fino all’ebollizione, usate per garantire un getto a pressione costante e una lunga gittata, in combinazione con un sistema di valvole e pompe. Anche questa ipotesi sembra però non reggere perchè come dice il ricercatore Pasch “la realizzazione di questa soluzione sarebbe stata possibile solo se i bizantini avessero molto avanzate nozioni di fisica dei liquidi ed una tecnologia avanzata per costruire una pompa così potente”. Malgrado tutto questo, però, si tratta soltanto di ipotesi dato che non risultano ritrovamenti archeologici di alcun tipo. Spero di non essere stato troppo noioso con la mia spiegazione.
  Thu, 28 Aug 2008 18:38:48 +0200
Un saluto a tutti quanti. Sono già iscritto al forum di AI, ma non avevo notato AI storia. Confesso che non ho potuto fare a meno di registrarmi! Infatti benchè i miei studi siano scientifici, sono un appassionato di storia, in tutti i suoi aspetti, e ho visto che qui si trattano anche temi che vanno fuori dall'ottica prettamente archeologica, come la filosofia, e la storia della scienza e delle innovazioni (la mia preferita!). Non vedo l'ora di iniziare...! Ciao:)!
  Tue, 26 Aug 2008 11:51:18 +0200
A Roma, so che i Fori Imperiali erano ben cinque, e si affacciavano tutti,incastonati uno dentro l'altro, su quella che,oggi,è detta Via dei Fori Imperiali.Ricordo che c'è il Foro di Cesare,quello di Augusto,quello di Traiano,quello Di Nerva; ma non riesco a ricordare il nome del quinto.So che ognuno era un'opera unica e veramente particolare. So che soltanto Roma capitale dell'impero,era l'unica città ad averne ben cinque. Potreste venirmi in aiuto suggerendomi il nome del quinto foro che non ricordo? Grazie,a presto.
  Sun, 24 Aug 2008 10:56:00 +0200
Son appena tornato dalle vacanze ed ho proprio piacere di tornare a dialogare insieme per meglio conoscere e condividere idee e impressioni
  Thu, 21 Aug 2008 15:54:09 +0200
Salve, Sono un appassionato di storia militare soprattutto antica, mi occupo anche di modellismo e sono sempre alla ricerca di documentazione per la creazione di eserciti in minatura il più possibile vicini alla realtà. Spero di approfittare a piene mani delle informazioni presenti in questo sito!!!!:)
  Mon, 18 Aug 2008 15:13:30 +0200
Buongiorno a tutti. Il giorno di ferragosto con una trentina tra amici e conoscenti siamo saliti sul Grappa, anzi precisamente sul Monte Meatte presso la Malga Archeson dove si è consumata una buonissima grigliata ed una bellissima festa! Ma questo con la storia ha poca importanza... Nel pomeriggio tra un temporale e l'altro abbiamo fatto una piccola escursione lungo il sentiero Meatte che porta al Pian dea Baea. Tale sentiero è servito durante la prima guerra mondiale per portare rifornimento e supporto agli uomini impegnati nella prima linea esposta sul fronte nord del massiccio. Tale percorso, di importante valore per l'aspetto militare perchè assicurava i rifornimenti e tutte le altre funzioni di supporto in maniera piuttosto agevole e sicura, è disseminato di rifugi e gallerie. Con stupore su una di esse si nota ancora ben leggibile "1918 - 32 GRUPPO BOMBARDIERI" A dire la verità la lastra su cui si trova la scritta è troncata a metà orizzontalmente proprio sulla parola bombardieri che quindi è troncata a metà ma che permette benissimo di riscostruire la parola. Preso da curiosità avvicinandomi ad un'altro rifugio ho notato inciso sulla pietra un nome e cognome accompagnato da uno stemma militare stilizzato. Ho già provato a decifrare il nome e cognome e le variabili possibili vista la calligrafia, successivamente ho provato anche ad inseriere tale nome in internet ma senza nessun risultato. Qualcuno di più esperto di me sa darmi indicazioni e notizie sul 32 gruppo bombardieri? (ad esempio di che corpo fa parte?) Sapete se esistono delle liste di nomi di persone che hanno combattuto in quella zona? Mi piacerebbe arrivare a scoprire qualcosa di più sulla persona che ha inciso il suo nome sulla roccia. Se fosse caduto in guerra però penso sarebbe facilmente rintracciabile ma se così non fosse? Come ci si può muovere nella ricerca? Se qualcuno vuole e può darmi una mano. Vi ringrazio giorgio
  Sat, 16 Aug 2008 00:01:32 +0200
Quello che mi cingo a fare è una descrizione di fatti ed avvenimenti in modo razionale e non per partito preso, ma è giusto che questa strada da me percorsa sia intrapresa da altri ricercatori essendo la stessa cosi intrinsica a fatti Italiani che sarei un illuso se la terminassi io. Detto questo prima di iniziare ci sono dei punti che il lettore deve sapere : 1) la chiesa di fatto aveva stabilito dei simboli per quando concerne i due imperi come si evidenzia su un mosaico, Papa Leone consegna colla sinistra a Carlo Magno un vessillo, il puntale dell'asta raffigura un ferro di lancia, al disotto del quale vedesi una specie di fiore di giglio, mentre l'asta del vessillo Consegnato a Costantino termina in una croce posta sopra ad una specie di fiocco (istoria d'Italia vol. XIII 1821 del cav. Luigi Bossi) 2)I Normanni In Italia mi dispiace contraddire gli storici ma non essendo un popolo di invasori, non si denota una loro cultura, ma possiamo affermare che sono pervenuti in Italia come mercenari o Maestri militis. in merito alla famiglia degli Altavilla due suoi membri sposeranno 2 figlie di Guaimaro IV fondendosi in un contesto Longobardo, perfino il gran conte Ruggero è suddito del Principato di Salerno. continua.....
  Sun, 10 Aug 2008 15:44:49 +0200
Ciao a tutti, mi chiamo Frenkminem, sono approdato qua dal mare del web. Amo la storia, in particolare la medievale e rinascimentale, vengo da Roma e mo' me vado a vede' qualche discussione ci sentiamo;)

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