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Se proprio dovessimo tradurre dall'inglese all'italiano potremmo dire l'anello magico... Il magic loop è una speciale tecnica da usare coi ferri circolari quando il diametro del nostro lavoro a maglia è minore rispetto alla lunghezza dei ferri. Facciamo un piccolo esempio: se volessimo lavorare una calza o un paio di guanti con un normale ferro da 60 o 80 cm. come potremmo fare? Ecco che ci viene in soccorso questa tecnica, indispensabile per avere la più assoluta libertà di lavorare su qualunque diametro senza ricorrere ad un secondo ferro circolare.
Il video di Yards of Yarn è come sempre chiarissimo e ci mostra nei particolari tutti i movimenti corretti, impararlo sarò semplicissimo!

Riciclare la lana è facile e persino divertente, e in teoria non occorre nessuna attrezzatura particolare, ma vi dirò che senza alcuni strumenti non è poi così divertente...
Il primo attrezzo che dovreste procurarvi, se potete, è un arcolaio da tavolo. Questo è il mio in azione... Sto riciclando una bella fettuccia nera di cotone, piuttosto sottile, con la quale vorrei fare un coprispalle leggero per la primavera/estate. In origine era un maglioncino della Sisley, preso usato per pochi centesimi.

L'uso dell'arcolaio, sia per avvolgere il filato in matassa quando disfate il maglione o l'indumento da riciclare, sia per raccogliere la lana in gomitoli, vi sarà utilissimo e velocizzerà molto il lavoro. Il mio l'ho comprato in un mercatino dell'usato ma modelli in tutto simili si trovano in vendita anche sui siti specializzati in filati e attrezzature per la maglia.
Un altro compagno fedele delle mie sedute di riciclaggio della lana è il levapelucchi. Io lo uso tanto anche per avere sempre in perfetta forma i maglioni (niente fa più sciupato dei pelucchi su un bel maglione...): usatelo per ripulire perfettamente dai pallini e pelucchi i vari pezzi degli indumenti da disfare, e ricordate di passarlo sia sul dritto che sul rovescio.
Un ultimo piccolo strumento lo potrete fare da voi grazie ad un rotolo di alluminio o carta forno: usate il tubo di cartone piuttosto rigido come supporto per avvolgere i gomitoli. Tagliate il tubo di cartone in due pezzi, praticate su un'estremità un piccolo taglio verticale (servirà per fissare il filo e cominciare ad avvolgerlo) e siete pronte per seguire questo tutorial per avvogere perfetti gomitoli piatti e col filo che si può tirare facilmente dal centro (center-pull).
La mia passione per gli orecchini ormai è arcinota... E quella per il rame anche... Per non parlare della passione per il viola! Ecco, avendo messo tutte queste ossessioni insieme è nato questo paio di orecchini grazie anche alla sollecitazione di Teresa che mi chiedeva di provare una nuova disposizione delle perline nei miei orecchini rettangolo.
orecchini rettangolo ametista

In questo paio ho usato delle chips di ametista, due per ogni orecchino, che misura in totale circa 2,5 cm.
Mi piace molto il contrasto tra l'aspetto grezzo delle chips, così irregolari nella forma e nella superficie, e l'effetto netto e quasi lucido del filo di rame appiattito e piegato fino ad ottenere una forma geometrica.

orecchini rettangolo ametista
Il rovescio è il punto che molte appassionate di maglia odiano, persino la mitica Elizabeth Zimmermann non lo amava e proprio per questo motivo consigliava di usare il più possibile i ferri circolari: lavorando in tondo, infatti, la maglia rasata (stockinette stitch) si ottiene lavorando sempre a dritto, senza dover fare nemmeno un rovescio.
Il rovescio (purl stitch) col metodo continentale non è difficile ma sicuramente è meno immediato del dritto. Scrivendo del metodo continentale in generale dicevo che molti sono convinti che dia un risultato diverso rispetto alla lavorazione col metodo English. Questo è dovuto ad un comune errore che si commette lavorando il rovescio, che consiste nel far passare il filo sotto il ferro anzichè sopra. Ciò che risulta è che tutti i punti lavorati in questo modo nel ferro successivo appariranno ritorti e per riportarli alla normalità si dovrà lavorare il dritto da dietro, cioè infilando il ferro sul retro dell'asola anzichè sul davanti come si fa normalmente. Il video di Yards of Yarn ci mostra in modo chiaro e semplice come eseguire correttamente il punto.

Abbinare una collana ad un paio di orecchini non è sempre così semplice o immediato. Si parte da ciò che si ha a disposizione, e poi si spazia con l'immaginazione e la propria fantasia fino a riempire gli spazi vuoti di un disegno, fino a comporre un insieme armonico. Questo almeno è quello che ho fatto per la struttura di questa collana, partendo da una richiesta (grazie Monica!).
Il risultato è una collana delicata ma con una personalità precisa, data dai cerchi lavorati a mano che costituiscono la parte "pesante" della struttura. La parte leggera è data dalla lieve catenina in rame che finisce con un piccolo grappolo di mezzi cristalli e vetro indiano.
collana cerchio e farfalla

La struttura asimmetrica permette di indossare questa collana, molto leggera, in tre diversi modi come vedete nel collage qui sotto:


**AGGIORNAMENTO 12 MARZO 2010**
La collana Cerchio e farfalla è entrata stamattina nella galleria di Craftgawker!
L'anno scorso avevo usato questi fiori per decorare una borsa in tessuto bianco e nero. Sono dei piccoli fiori imbottiti, d'ispirazione jap, che potrete usare in mille modi: potrete cucirli a decorare lo scollo di una maglietta, farci una spilla o un fermaglio per capelli, inserirli in qualunque creazione di primavera.
Trovate il mio tutorial su Donnaclick.
tutorial fiore jap
I principali modi, o "stili" per lavorare a maglia si differenziano principalmente per la mano che tiene il filo: nel metodo English il filo con cui si lavora viene tenuto dalla mano destra, mentre nel metodo continentale il filo con cui si lavora viene tenuto dalla mano sinistra.
Come dicono bene i nomi, il metodo English ha origine nelle isole britanniche, mentre continentale sta per "Europa continentale" ed ha origine in Germania, viene infatti detto anche German knitting. Quest'ultimo viene largamente utilizzato nei paesi dell'Europa centro-settentrionale, mentre il metodo English è, per intenderci, quello che ci hanno insegnato le nostre nonne, con un ferro fermo sotto l'ascella e l'altro libero.
La diffusione del metodo continentale è diminuita in modo consistente durante la seconda guerra mondiale, essendo associato alla Germania, ed è stato riportato in auge nel mondo anglosassone grazie al lavoro di Elizabeth Zimmermann e alla diffusione sempre maggiore dei ferri circolari.
In effetti questo metodo si presta molto bene ad essere usato coi ferri circolari che sono corti e devono essere tenuti con entrambe le mani, rendendo scomodo il cosiddetto throwing, cioè il gesto di gettare il filo sul ferro destro tipico del metodo English. Il metodo continentale ha invece il suo gesto tipico nel picking, cioè nel prendere il filo (tenuto in tensione con la mano sinistra) con il ferro stesso, lo stesso gesto che si compie utilizzando l'uncinetto.
C'è in giro l'errato convincimento che i due metodi diano risultati diversi, cioè tessuti dalla diversa consistenza. Questo può accadere se non si esegue in modo corretto il punto. Eseguito correttamente ogni gesto il metodo continentale da' origine alla stessa identica maglia del metodo English, con il vantaggio di essere notevolmente più veloce e meno affaticante per i polsi e le spalle.
Per tutti i curiosi, per chi vuole cimentarsi e imparare ad usare questa tecnica, ci viene in aiuto un video finalmente in italiano di Yards of Yarn che mostra come eseguire il diritto(knit stitch) in maniera corretta col metodo continentale.

Diritto Continental (Tecniche Base) - Yards of Yarn from Yards of Yarn on Vimeo.

Fatemi sapere cosa ne pensate, che metodo usate voi e le vostre impressioni!
Sarò ancora in tempo per presentarvi questa variante arancio degli orecchini rettangolo?
Ho abbinato anche questa volta perline di feltro e perline a "zucchetta" in vetro opaco sulla solita montatura in filo di rame anticato e lavorato a martello.
Il mio problema era: come fare a trovare un blocchetto per lavorare il filo metallico in modo economico e magari anche ecologico? Vi dirò che ero quasi decisa a comprarlo e mi ero già girata in lungo e in largo molti negozi online di attrezzi per gioielleria, quando un pomeriggio mi arriva una illuminante mail da Beading Daily. Il tema: Gli attrezzi da avere per lavorare coi metalli. Lo svolgimento sorprendente: l'autrice dei consigli ha aggiunto una foto del suo personalissimo blocchetto... altro non era che un antico ferro da stiro! Oh, illuminazione! Ma certo, i vecchi ferri da stiro sono pesanti blocchi di metallo, capovolti costituiscono un'ottima superficie per lavorare di martello, sempre che siano in buone condizioni, il che vuol dire abbastanza lisci e non arrugginiti o incrostati. Ma c'è un però: di solito questi ferri in ghisa sono un blocco unico insieme al manico, che perciò dovrebbe essere tagliato o almeno inserito in un supporto.
Ringalluzzita giro per i miei mercatini preferiti in cerca dell'oggetto del desiderio, e scopro che appunto il manico costituisce un problema ma che la superficie è assolutamente perfetta! Ormai sono gasatissima e, mentre mi arrovello per trovare un supporto adatto che possa contenere il ferro capovolto, trovo questa meraviglia: ferro da stiro elettrico Astro, anni '50, alla modica cifra di 3 euro.

ferro stiro vintage

Mi bastava solo andare avanti di qualche anno e avrei trovato la soluzione giusta... Infatti questi ferri elettrici hanno una base (la piastra vera e propria) che è un blocco unico di metallo liscissimo e levigato, credo di acciaio, che pesa circa 950 grammi. All'interno del ferro si trova anche un altro blocchetto di metallo più piccolo che essenzialmente serve come peso e che pesa altri 450 grammi.
Qui sotto vedete quello che ho ricavato smontando il ferro: due piastre maneggevoli su cui divertirmi a martellare a più non posso!! Quella più piccola non è perfettamente liscia ma ha delle rigature leggere sulla superficie che possono servire ad aggiungere texture al metallo lavorato, mentre quella più grande è liscissima e molto ampia.

blocchetti incudine metallo
**FEATURED ON: Ri-Creazione**
Nella pagina dei tutorial trovate ormai da molto tempo ben quattro tutorial per fare le perline di feltro, per la precisione tre per infeltrire ad acqua e uno ad ago. Non avevo mai provato a fare le perline di feltro da sola, alcune le avevo acquistate, temendo di cadere nell'ennesimo tunnel creativo...
Poco tempo fa però avendo la necessità di procurarmi perline di un colore preciso che non ho trovato ho comprato la lana cardata e provato finalmente uno dei tutorial che vi avevo segnalato. Li ho guardati e riguardati tutti poi ho scelto di seguire il tutorial fotografico di Liz Smith, alias MillGirl di Made in Lowell. Perché mi è sembrato il più semplice ed efficace.


Pensavo di avere qualche difficoltà, almeno con le prime perline, ma nulla di tutto ciò! Il tutorial di Liz è perfetto, semplicissimo e veramente efficace! L'uso dei guanti di gomma che lei suggerisce evita alle mani di rovinarsi e fornisce un extra di sfregamento e attrito che farà infeltrire la lana in modo veloce, senza sforzo.
L'unico consiglio è di partire con palline di lana abbastanza grandi perché si ridurranno di molto infeltrendosi, per il resto è un gioco, molto rilassante e divertente da fare anche coi bimbi, e credo di essere stata presa anche da questa tecnica...

Il blog di Liz: Made in Lowell
Il suo Flickr
Il suo Etsy shop
Ho studiato, lo ammetto, ho pensato e ripensato a come rendere ancora più belli e ben rifiniti gli orecchini col cerchio di rame martellato che hanno suscitato tantissimi commenti (dei quali non smetterò mai di ringraziarvi...).
Ero perplessa dalla chiusura del cerchio e dall'aggancio della monachella, ma alla fine sono venuta a capo della questione e vi faccio vedere come.


orecchini cerchi turchese

Questi orecchini mi sono stati richiesti, e sono stata ben felice di realizzarli, l'abbinamento di colori è secondo me fra i più interessanti e, non ultimo, il turchese è il colore dell'anno secondo Pantone. Le perline a disco che ho utilizzato sono in pasta di turchese, il resto è tutto rame.

orecchini cerchi turchese
Le mie tendenze preferite sono quelle che vengono dal nord Europa, ma non ci si deve ingannare più di tanto: la Ciff ha commissionato ad un'agenzia specializzata francese lo studio sulle tendenze per la primavera 2010.
La mia preferita è la Southern Folk, ma nel complesso trovo qualcosa di bello in ognuno dei filoni segnalati.


Il documento originale è scaricabile da qui
Ricordate che l'anno scorso vi avevo parlato delle collane fatte con le t-shirt riciclate? Secondo voi quanto ci mette una buona idea a passare dalla rete, cioè dal basso, fino alle passerelle della moda, cioè all'alto più alto che si possa immaginare? Il re della moda, il mito Giorgio Armani, ha deciso che questa idea valesse la pena di essere inserita nella collezione di Emporio Armani primavera/estate 2010.


Ricostruire la storia di un'idea è difficile, io credo che davvero poche possano dirsi sinceramente e onestamente originali, in questo caso poi c'è di mezzo anche un brevetto (incredibile ma vero, qualcuno ha pensato bene di brevettare l'idea di tagliare strisce di tessuto e mettersele al collo...). C'è chi dice che questa idea, con molte varianti, circoli in rete ormai da anni, fatto sta che i due creatori di Necklush hanno pensato bene di brevettare il loro marchio e il loro prodotto. Questo è anche il motivo per cui non si trova più online il tutorial che vi avevo segnalato nell'altro post. Chissà se ora faranno causa anche a re Giorgio!
Io intanto vi segnalo due risorse per il fai da te (anche se la realizzazione di queste collane/sciarpe è assolutamente intuitiva...): il tutorial per realizzare il braccialetto che potrete usare come guida per la collana si trova su Instructables


E il video dei geniali ragazzi di Threadbanger, che ha una versione un po' più complicata ma versatile, perché insegna come fare ad usare qualsiasi tipo di tessuto e non solo il jersey:

Non fatevi ingannare dal nome che gioca sul suono e sul significato delle parole inglesi, questo sito è tutto in italiano ma sarà all'altezza delle vostre più avide aspettative in fatto di design, di contenuti e di stimoli.
Il proposito delle creatrici di Yards of Yarn è quello di colmare un vuoto, quel vuoto di cui noi tutte ci lamentiamo ogni volta che non troviamo nulla di moderno, di interessante e di innovativo nel mondo della maglia in Italia. Ebbene, Micicuta e Lotusim anziché lamentarsi si sono rimboccate le maniche e si sono dette che "era uno sporco lavoro ma qualcuno doveva pur farlo!" E allora via di video, di foto e di scrittura... e all'inizio di febbraio hanno inaugurato uno spazio virtuale accogliente e già pieno di cose interessantissime, e soprattutto curato nello stile e in ogni particolare.
Avete voglia di imparare a lavorare a maglia seguendo istruzioni in italiano ma spiegazioni e metodi moderni? Yards of Yarn è il posto giusto per voi. Grazie ai VideoTutorial potrete imparare finalmente tutte le tecniche che avete ammirato sui siti americani e inglesi.
Un primo assaggio con un video sull'avvio delle maglie, quello che in inglese si chiama long tail cast on (sarebbe letteralmente avvio delle maglie a coda lunga). Vedrete che nel video si avviano le maglie su un ferro circolare, e si utilizza un piccolo trucco all'inizio: anziché iniziare con il classico cappietto che forma il primo punto si usa un espediente che permette di ottenere due punti insieme e questo da' un aspetto più bello e pulito al bordo della maglia. E' il metodo suggerito dalla mitica Elizabeth Zimmermann nel suo Workshop.

Eclat de Mode è l'evento internazionale parigino dedicato al mondo della moda gioielli e della bigiotteria, che permette di ammirare circa 500 espositori di gioielli e preziosi provenienti da tutto il mondo. Collegato con gli altri saloni della moda, dell'accessorio e della decorazione, sul suo sito presenta un interessante documento con le tendenze per la primavera/estate 2010.
Il documento originale lo trovate a questo link.

sciarpa Saroyan

Credo di non avervi mai detto di amare le serie tv. Ecco, adesso l'ho fatto!
Una delle mie serie preferite è Bones, e se conoscete lo show potrete capire perché gironzolando su Ravelry sono stata attratta da un modello che si chiamava Saroyan. Cam Saroyan è una delle protagoniste della serie e la sciarpa a lei dedicata da Liz Abinate la rispecchia molto: è raffinata ma anche simpatica, semplice e sofisticata al tempo stesso.

foglia Saroyan

E' stato un vero piacere lavorare questa sciarpa, sia per la lana (un misto di lana merino e alpaca davvero morbidissima), sia per il pattern: è scritto benissimo, chiaro e semplice, molto dettagliato (per le foglie c'è sia lo schema scritto passo a passo che lo schema disegnato per chi preferisce seguire in modo più immediato), con uno schema per la quantità di filato che occorre per ciascuna parte della sciarpa, in modo da poterla eseguire esattamente con la quantità di filato in vostro possesso e, dulcis in fundo, senza nemmeno un errore.

sciarpa Saroyan

Ieri per la prima volta l'ho indossata e l'ho trovata caldissima e comoda, una vera soddisfazione!
Due cerchi in rame modellati e martellati a mano, due piccole farfalle in vetro, due chiodini con pallina da cui sono formate le monachelle ad amo, e per finire soltanto dei piccoli mezzi cristalli e perline di vetro indiano.

orecchini cerchio e farfalla

I protagonisti sono sicuramente i cerchi, ottenuti da filo di rame da 1 mm, prima anticato nel solito modo e poi modellato a cerchio, infine martellato fino ad ottenere la forma che vedete nelle foto. Per metterli in risalto ho lasciato la decorazione alla monachella, e aggiunto solo delle piccole perline per dare movimento all'insieme.

orecchini cerchio e farfalla
Qui, visti da dietro, potete vedere com'è fatta e agganciata la monachella.

orecchini cerchio e farfalla
Si chiama proprio così, Infinity scarf, e se vi va di fare una ricerca con Google vedrete cosa viene fuori a cercare queste due paroline...
Da noi praticamente sconosciuta, in giro per il mondo una vera e propria hit di quest'inverno, e già se ne vedono in morbido jersey in versione primaverile. Se vi chiedete cosa sia è presto detto: è un largo anello lavorato in tondo, largo quanto volete voi e lavorato come più vi aggrada. Va portata semplicemente infilata come un'enorme collana, oppure rigirata intorno al collo per quante volte lo permette la lunghezza o lo suggerisce il clima...


Questa meraviglia è opera di Margaux, alias Tentenknits, che l'ha battezzata 5th Avenue: se vi va di sapere perché leggete nel post la divertente storia che c'è dietro la creazione di questa sciarpa.

Tutte le foto gentilmente concesse da Tentenknits

Se volete realizzarla trovate il modello e tutte le altre belle creazioni di Margaux sul suo blog.

{Altre idee per indossare l'Infinity scarf.
E ancora da American Apparel}
Lavorare coi tessuti porta a ritrovarsi con tantissimi scarti, di cui spesso ci si libera, non sapendo cosa farne. Ci sono moltissime idee invece che ci possono aiutare a non sprecare nemmeno un pezzettino di tessuto, e altre idee che ci possono spingere a usare il tessuto in maniera alternativa e innovativa, ad esempio usandolo per creare delle perline.
In previsione della primavera (anche se fuori nevica) potrebbe essere una tecnica da provare, e noi abbiamo le dritte giuste grazie a Sara Pacciarella. Sara ha un incredibile senso del colore e crea sempre accostamenti perfetti, sia quando lavora all'uncinetto fiori e farfalle, o semplici cerchi che poi decora con conteria, perline e nastri , sia quando crea e decora le sue splendide perline in tessuto.


Nel suo ultimo post ha anche inserito un interessante tutorial fotografico, molto chiaro e semplice, per mostrare come ha realizzato queste colorate meraviglie.

Tutte le foto sono di Sara Pacciarella

Trovate Sara sul suo blog, su Flickr, e nel suo negozio Dawanda.

Altre fonti di ispirazione per le perline in tessuto:
Forme e nodi da Threads Magazine
Articolo dalla ex curatrice di Beading Daily

Qualche bella immagine da guardare:
Il Flickr di Alma Stoller
Dopo averne parlato tanto, e visto che il freddo polare non accenna a diminuire, ho raccolto per voi in questo post tutti i modelli in italiano per realizzare gli scaldamani a maglia, per lo meno tutti quelli che ho trovato in giro...

Parto dai miei Guantini all'arancia appena pubblicati

Poi ancora vi ricordo gli scaldamani di Creativeyarn che trovate qui nell'originale in inglese e qui nella mia traduzione.

I bellissimi guantini di Maglia&Chincaglie

Questi, deliziosi, sono gli scaldamani disegnati da Tzugumi, il pattern in inglese e italiano su Ravelry.


E sempre lavorati in piano questi di Elisa/Donnette Fever con le trecce, per chi non ama i ferri circolari

Gli Scaldamani quasi reversibili di Typesetter sono online già da qualche anno

{Se voi ne avete scovati altri, o magari avete scritto un modello, lasciate pure un commento con l'indirizzo: amplieremo questa selezione. Presto troverete su questo blog una pagina con i link ai modelli/schemi a maglia in italiano presenti sulla rete, se vorrete segnalarmene via mail di interessanti ne sarei felice!}

AGGIORNAMENTO
Appena trovato questo pattern via Ravelry, lo aggiungo alla lista: Fingerless gloves for lazy people di Carlotta, sul blog Walking through New Zealand

collana fiore feltro

Una collana un po' insolita, che ha come punto focale un fiore in feltro, fatto in parte con lana infeltrita riciclata. La chiusura si trova sul davanti, ed è già decorativa di per se', accanto alle perline in feltro bordeaux.
L'abbinamento con la catena argentata e la chiusura a T da' alla collana la luce che il feltro non ha, ma in modo molto discreto e delicato perchè ho scelto una catenina molto sottile e una chiusura semplice.

E' lecito chiedersi: che mai sarà questo neckerchief? Diciamo che è una parola derivante da altre due: neck e handkerchief , cioè collo e fazzoletto. Il neckerchief è un fazzoletto da collo e, nella sua versione a maglia, una sciarpettina di forma triangolare allungata che può essere usata non solo al collo ma anche sulla testa, come fascia.
La lunghezza può variare e questo rende questo tipo di sciarpetta molto versatile quando si tratta di lavorarla a maglia perché si presta ad essere realizzata anche con un solo gomitolo di filato: possiamo fare un neckerchief grande quasi come uno scialle ma leggero e traforato, da portare drappeggiato morbidamente attorno al collo, oppure uno molto piccolo e magari un po' più voluminoso, da annodare semplicemente o portare sulla testa. E quindi eccovi una carrellata di modelli gratis:
Il Twilly neckerchief è il modello di Interweave Knits scaricabile gratis da Knitting Daily

Yvaine di Liz Abinante

La foto è tratta dal Flickr di Elisabeth Augusta

Quello che vedete in questa foto è il famoso e semplicissimo Baktus di Strikkelise. Questo modello ha imperversato per i blog norvegesi nel 2008. Il bello di questa sciarpa è il fatto che è costruita in modo da poterla finire con una quantità determinata di filato, semplicemente controllando il peso del filato rimasto man mano che si procede. Ne esiste anche una versione più leggera, con un punto traforato.
{Aggiornamento}
Valentina ha tradotto in italiano lo schema grazie al permesso di Strikkelise, lo trovate qui.

La foto è di Stephen West

Questo modello è stato disegnato da un ragazzo giovanissimo, che crea modelli meravigliosi e ha disegnato diversi scialli uno più bello dell'altro. Il modello si chiama Slipped rib scarf e lui è Stephen West.

Il Silk Kerchief di Kate Osborn, un'altra ragazza giovanissima che attraverso il suo sito ci offre diversi modelli gratuiti davvero molto raffinati e che ha disegnato alcuni dei cappelli stupendi pubblicati su Vogue Knitting Fall 2009

E, dulcis in fundo, non proprio un neckerchief ma quasi: si tratta di una sciarpetta abbastanza sottile, ma dipende dal filato che usate, da quanto ne usate e dal numero di ripetizioni che fate. E' il mio work-in-progress e ve lo presento così, mi sto divertendo molto a farlo e il modello, Saroyan di Liz Abinante, è davvero ben scritto e semplicissimo da seguire. Tra l'altro ne trovate anche una traduzione in francese per chi lo preferisce. Ve l'ho detto che sto un po' in fissa con le foglie!

{Vi ricordo ancora una volta i dizionari per tradurre i termini della maglia dall'inglese all'italiano}
Già sento qualche voce dire: "Semplice ma..." e di solito dopo il ma viene la parola "bello". Ecco, io mi sono sempre chiesta perché la gente di solito parta dal presupposto che le cose semplici non debbano essere belle per definizione, e se lo sono è una cosa inaspettata.
Io elogio la semplicità non solo negli oggetti ma anche come modo di vivere: quando togli tutto il superfluo rimane solo l'essenziale, e l'essenziale è spesso semplice. E' un esercizio utile di questi tempi in cui siamo sovrastati da urla e confusione, in cui il superfluo ci viene presentato come necessario, cercare di tornare sempre all'essenza delle cose, alla semplicità che è il vero lusso che ognuno di noi si può permettere.
Per me l'essenza delle cose sta nel cuore, e può risultare difficile ad alcuni percepire quanto lavoro c'è dietro ad un oggetto apparentemente semplice, a quanta fatica costi il togliere e togliere per trovare un equilibrio e arrivare al cuore, all'essenziale, alla forma semplice.


  
Questi orecchini sono davvero minimal, i rombi di vetro sono piccoli ma hanno una forma insolita e delle belle sfumature di colore, che insieme ad altre si sarebbero perse e invece così sono esaltate. Sono montate nella maniera più semplice possibile, con un chiodino con pallina trasformato in monachella.



La parte tonda della monachella è leggermente appiattita per dare maggiore resistenza al metallo e anche per aggiungere un tocco in più.
Finito e indossato, il mio cappellino di Capodanno è il mio primo cappello in assoluto. Ci ho messo una vita a decidere quale modello fare, e siccome in quest'ultimo periodo sono fissata con le foglie ho scelto un bel modello gratuito trovato su Ravelry, il Crumpet. Il modello del cappello viene in realtà da Knitting Daily TV, quindi chi non ha accesso a Ravelry potrà andare a scaricarlo da lì.
crumpet beret

E' un basco, l'unico modello di cappellino che mi stia bene...,  lavorato a partire dal centro. Questo tipo di lavorazione rende possibile adattare un modello a una tensione diversa e ottenere anche misure diverse. Nel mio caso, visto che ho utilizzato una lana più sottile di quella consigliata, mi è stato possibile allargare il cappellino fino alla misura desiderata.

basco grigio

Un'idea di come risulta indossato:
basco grigio indossato

{Una curiosità: il crumpet è una specie di focaccina spugnosa, fatta con farina e lievito, ottima per la colazione.}
Ho già detto tutto sugli scaldamani: quanto sono pratici perché li metti e non li togli più (ci leggi un libro, ci batti sulla tastiera, ci fai la spesa...), quanto sono semplici da fare, e quanto sono belli!
Ve ne ho proposti diversi, ma oggi vi faccio un regalino: un paio di guantini tutti per voi, col modello in italiano, scritto da me! Mi sono molto aiutata  coi primi guantini che ho fatto, i Susie's reading mitts, ma mi serviva qualcosa di semplice da abbinare al mio cardigan/sciarpa/scialle arancio.
Allora ecco a voi i guantini all'arancia:

guantini scaldamani arancio
In questa foto li vedete prima e durante la cura: a destra il guantino prima della messa in forma, a sinistra durante la messa in forma.

Guantini all'arancia
Lana: tipo sport, meno di mezzo gomitolo.
Ferri: circolari 4 mm.
Misure (dopo la messa in forma): lunghezza 17 cm., larghezza 8 cm.
Metodo di lavorazione: circolare con magic loop

Avviare 42 maglie, mettere un segnapunti e unire per lavorare in tondo.
1° giro: diritto
2° giro: rovescio
3° giro: diritto
4° giro: rovescio
5° giro: diritto
6° giro: rovescio
7° giro: diritto
8° giro: diritto, diminuire una maglia ogni 6 (6 m. dir., 2 m. ins. a dir.), le ultime 2 maglie a diritto.
Proseguire a maglia rasata, lavorando tutti i giri a diritto per 15 giri (o più se desiderate dei guantini più lunghi).
Al 16° giro iniziare gli aumenti per il pollice:
16° giro: lavorare fino all'ultima maglia prima del segnapunti, mettere un secondo segnapunti, aumentare 1 maglia sollevando il filo tra le due maglie e lavorandolo a diritto ritorto, 1 m. dir., aumentare 1 m., mettere il segnapunti di fine giro.
17° e 18° giro: diritto
19° giro: aumentare altre due maglie come nel 16° giro
Continuare così fino ad ottenere 11 maglie fra i due segnapunti (se è necessario potete ripetere la sequenza per ottenere un pollice più largo).
Nel giro successivo lavorare a diritto fino al primo segnapunti, rimuoverlo, mettere le maglie fra i due segnapunti in attesa su una spilla o un pezzetto di filo, montare una maglia (o più) e, lasciando il segnapunti di fine giro al suo posto, riunire per lavorare in tondo.
Lavorare ancora a maglia rasata per altri 10 giri (o più se volete i guantini più alti sulle dita) poi ripetere i giri 2°/6°. Chiudere tutte le maglie a rovescio.
Per il pollice: rimettere sul ferro le maglie in attesa, riprendere tre maglie nel bordo che si è creato tra le maglie e il resto del guanto, lavorare 5 giri a maglia rasata poi ripetere i giri 2°/6°.Chiudere tutte le maglie a rovescio.

Mettere in forma secondo le misure, bagnando leggermente o usando il vapore del ferro da stiro.

Una volta che vi sarete impadronite della tecnica potrete avventurarvi nell'uso di punti diversi che rendano i vostri scaldamani ancora più belli.

guanto arancio
Il pollice spillato sul mio mini-asse da stiro


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